Voilà que tu

17 Gennaio 2009
ore 21:15

Lo spettacolo racconta la breve storia d’amore tra Dino Campana e Sibilla Aleramo, storia che dura neanche un anno, ma che ha dentro di sé la potenza del mito, dove la prosa delle lettere e la poesia diventano la scrittura di un dialogo tra i due personaggi, che rappresentano i segni del mito di Orfeo ed Euridice. I loro dialoghi sono frammenti di un discorso epistolare amoroso che ci commuovono, anche perché li sappiamo veri.
Intorno a loro un mondo si sta deformando con velocità e l’ombra di una guerra si profila alle loro spalle. E allora i Canti Orfici, come città dei balocchi, saranno i luoghi dell’immaginazione, dove Dino e Sibilla s’incontreranno e, giocando, fuori da tutto, si sposeranno. Ma prima li aspetta un lungo viaggio al termine della notte, dentro una stanza-alcova che sarà tutto il loro mondo, dove ognuno dei due consumerà il proprio sogno. I gesti e gli oggetti della vita quotidiana subiranno un deragliamento onirico, così che si tratterà non di delirio a due, ma di due menti, ciascuna alla rincorsa del proprio delirio.

di Andrea Stecconi, tratto dagli scritti di Dino Campana, Sibilla Aleramo (Epistolario e Canti Orfici)i
con Andrea Dezi e Francesca Debri
Per informazioni e prenotazioni:

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