Senza odiare nessuno

5 Marzo 2016
ore 21:30

Morte e vita di Filippo Corridoni. Lettere, ricordi e parole in occasione del centenario della sua morte. “Io rimarrò sempre il Don Chisciotte del sovversivismo; ma un hidalgo senza ingegno, pieno soltanto di fede. Morirò in una buca, contro una roccia, o nella corsa di un assalto, ma se potrò, cadrò con la fronte verso il nemico, come per andare più avanti ancora.” - Filippo Corridoni.  

23 ottobre 2015, Trincea delle Frasche (San Martino del Carso) a soli 28 anni muore, colpito dagli austro-ungarici, il giovane sindacalista marchigiano Filippo Corridoni, una delle figure più atipiche e interessanti del novecento italiano. La nostra storia comincia proprio dalla fine, in un flusso ininterrotto di ricordi e immagini che, molto presumibilmente, inondano la mente di ogni essere umano negli ultimi istanti della propria vita. E’ un pretesto, una trovata registica, ma l’idea di drammatizzare i momenti salienti della vita del sindacalista ci ha fortemente stimolato a mettere in risalto la figura dell’uomo Corridoni. Lo spettacolo è nato dopo uno studio, di circa due anni, fatto di ricerche, analisi di testi storici e soprattutto dalla lettura delle tantissime lettere scritte dallo stesso Corridoni. La narrazione è ricca di pathos e di momenti drammatici, alleggerita da situazioni divertenti, una commistione tra serio e allegro che lascia al pubblico l’alternarsi di pensieri profondi e sorrisi liberatori. Il Corridoni che vogliamo raccontare è una metafora, l’invito a non arrendersi mai, a non abbandonare le proprie idee e a guardare avanti con profonda determinazione, ma soprattutto un messaggio di pace “…così è vissuto, così è morto, senza odiare nessuno”.
Francesco Facciolli e Riccardo Nocelli

di Riccardo Nocelli
Regia: Francesco Facciolli
Per informazioni e prenotazioni:

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