La danse et la vie - Tributo ad Isadora Duncan

Danza
17 Dicembre 2015
ore 21:15

“L’incontro con Silvio Catalini, autore della musica, risale a circa un anno e mezzo fa…quando ci siamo incontrati, e mi ha comunicato la sua intenzione di scrivere musica da balletto, da mettere in scena con le mie coreografie, sono rimasta perplessa…ancora di più quando mi ha detto di aver pensato ad una vicenda medioevale, una vicenda di adulterio e di delitti passionali, ambientata tra Marche ed Umbria…..mi sono vista catapultata in un inferno di scenografie costosissime, di costumi pesantissimi e di coreografie inevitabilmente realizzate con molti uomini, materiale assai raro nel mondo della danza, e quasi introvabile nelle nostre scuole di provincia; di contro, si è naturalmente affacciata alla mia mente l’immagine delle fresche danze di Isadora ( mio mito da sempre), che mirando ad esprimere pensieri e stati d’animo trovano in sè la loro ragion d’essere, senza alcun bisogno di una situazione scenica esterna; L’idea è piaciuta a Silvio, che dopo essersi ampiamente documentato, ha cominciato a scrivere la sua musica. Ho avuto, durante il tempo della sua composizione, un periodo di latenza sufficiente per farmi un’idea, seppur vaga, di come avrei voluto che fosse la mia Isadora; la prima cosa da affrontare era l’approccio  stilistico, ovviamente diverso, anzi agli antipodi rispetto al nostro linguaggio accademico classico: bisognava ricercare un movimento libero, che fluisse come le onde del mare….mi tornavano insistentemente in mente alcune danze apprese quando ero adolescente da quella che era allora la mia Maestra di danza, Cristina Pelosi Venturi, diretta allieva di Jia Ruskaja, fondatrice dell’ Accademia Nazionale di Danza di Roma; Questa danza creata dalla Ruskaja, che lei chiamò “Orchestica”, era sicuramente la forma più vicina alle danze di Isadora; alla fine degli anni ‘20, la Ruskaja era entrata in contatto con le avanguardie della danza: in Svizzera aveva appreso il metodo di educazione ritmica di Dalcroze, in Germania la danza espressionista di Labàn e Wigman, in Inghilterra si era documentata sulle innovazioni proposte dalla Duncan, assistendo personalmente ai suoi spettacoli..propone una danza simile a quella della Duncan, facendo rivivere pose e moduli neoclassici, attraverso un uso libero ed assai personale del corpo; rappresentate in Italia in molti teatri della Magna Grecia, le sue danze furono definite ” pagane ed incomparabili”. E’ iniziato così per me, un lavoro di ricerca, prima di tutto nella memoria e nelle documentazioni esistenti sulla danza Orchestica, poi un vero e proprio laboratorio coreografico con le mie allieve, confrontando idee e soluzioni comuni, che è andato avanti per circa quattro mesi. La coreografia è divisa in quadri musicali, ciascuno riguardante un momento della vita di Isadora, ed un aspetto del suo carattere; sarà interpretata da cinque danzatrici diverse per età, carattere ed intensità espressiva, così come diversi e poliedrici sono stati gli aspetti della vita e del carattere di  Isadora; una interpreterà ” Narkissos”, una Isadora giovane e bella che danza l’amore di sè…una sarà ” Parthenon”, e danzerà la ricerca dell’ispirazione tra le rovine greche del Partenone, una sarà ” Niobe”, interpretando il presagio funesto ed il dolore per la morte dei figli, una sarà “Libertè”, un’Isadora libera e licenziosa; l’ultima sarà ” Meditazion”, che preceduta dalla bellissima lettura poetica di Giovanni Moschella dell’ultima poesia di Sergej Esenin, danzerà il rapporto d’amore conflittuale ed angosciato con il poeta russo, morto suicida. Danzeranno insieme a loro, le ” Isadorables”, le allieve amatissime di Isadora, a raccontare gli amori adolescenzialiin ” Melodie”, a comporre figure neoclassiche in ” Parthenon”, ad esprimere la gioia della danza pura in “Isadorables”, ed infine a constatare e compiangere la tragica fine di lei in ” Adieu mes amis, je vais a la gloire…” Anna Zanconi


Musiche: Silvio Catalini
Coreografia: Anna Zanconi
Per informazioni e prenotazioni:

BIGLIETTERIA DEI TEATRI
Piazza Mazzini, 10 - Macerata.
La biglietteria è aperta il lunedì dalle 17 alle 20 e dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

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