Corpus Pasolini

Teatro di prosa
23 Gennaio 2016
ore 21:15

Amo la vita ferocemente, disperatamente.
E credo che questa ferocia, questa disperazione
mi porteranno alla fine
L’amore per la vita è divenuto per me un vizio…
Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile.
Io sono scandaloso.
Lo sono nella misura in cui tendo una corda,
anzi, un cordone ombelicale,
tra il sacro e il profano.
P.P.Pasolini

CORPUS PASOLINI è dedicato a uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia avuto. Intellettuale scomodo dall’impressionante lucidità al limite della chiaroveggenza, artista che della diversità e della emarginazione ha fatto la sua poetica. Curioso ed eclettico, maestro di tanti, genio nel cinema, nella poesia, nella narrativa, nella saggistica. E’ una ricerca sull’intera opera di Pasolini: dal cinema alla poesia, dagli scritti corsari alla saggistica, dalla musica alla pittura e alle arti visive. La morte violenta di Pasolini è trauma presente, è ferita inferta a una società intera. Lo spettacolo prende il via dall’ultima notte “di vita” dello scrittore. In un percorso a ritroso, si dipana il racconto della vita del poeta, come in una confessione, o una impossibile e provocatoria intervista attraverso le sue opere e i suoi scritti, dalle poesie “in forma di rosa” ai romanzi come “Una vita violenta”, fino al grande cinema “Mamma Roma”, “Teorema”, il “Vangelo secondo Matteo”. Ma soprattutto è lo spietato analizzatore della società italiana, del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che si andava tragicamente prefigurando, negli “Scritti Corsari” e nelle “Lettere Luterane” che viene fuori tutta la forza, la preveggenza e l’attualità di Pasolini. E c’è intatta tutta la sua disperata vitalità. Il suo amore per la vita: “…non solo bisogna impegnarsi nello scrivere, ma nel vivere:  bisogna resistere nello scandalo  e nella rabbia, più che mai,  ingenui come bestie al macello”. E c’è il suo testamento, toccante, immenso apocalittico scenario dell’Italia che siamo noi: l’intervista rilasciata a Furio Colombo, con le ultime profetiche, rabbiose e disperate parole di Pier Paolo Pasolini, poche ore prima di venire ammazzato. Manca certo oggi, quarant’anni dopo, una voce come la sua, così intimamente nostra. Una voce sola, che della diversità, e dell’umile Italia, ha fatto il suo canto disperato. CORPUS PASOLINI cerca di mettere assieme i pezzi di questa voce, una voce viva più che mai, e tende “una corda, anzi un cordone ombelicale” tra gli adolescenti di oggi ed un poeta civile come Pasolini, che del cambiamento della società italiana e della “meglio giovenù” è stato il più lucido e spietato analista. Le musiche più care al poeta sono eseguite dal vivo: Bach, Mozart, Vivaldi, la musica dei film di Pasolini, e gli effetti sonori, come un sogno dentro un sogno, fatto di immagini, apparizioni e videoproiezioni. 

Giorgio Felicetti


con Giorgio Felicetti – voce ed azioni; Peppe Franchellucci – violoncello; Roberto Butani – apparizioni; Giorgia Basili - videoproiezioni;
Regia: Giorgio Felicetti
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