Zizò de Palumbèla

Festival dialettale
7 Novembre 2015
ore 21:15

Zizò de Palumbèla racconta un fatto realmente accaduto. Una storia di uomini che si oppongono alla guerra, al fascismo, ambientato in Ancona nell’estate del ‘44 nell’imminenza della liberazione della città da parte delle truppe alleate. La città, occupata dai tedeschi, è ridotta ad un cumulo di macerie, stremata da mesi di incessanti incursioni aeree con le quali gli Alleati tentano di piegare l’ostinata resistenza nemica. Chi ha potuto si è rifugiato in campagna, cercando di sopravvivere alla furia tragica di una guerra che non risparmia nessuno.Tra le tante famiglie sfollate c’è anche quella di Peppe, detto “Rechiafina” per la sua evidente sordità: postino in pensione, comunista, ricercato dai fascisti per le sue ideepolitiche, sparito misteriosamente dopo aver portato al sicuro i suoi cari da alcuni conoscenti in contrada Pappagallo (l’attuale via del Castellano). Ci sono sua moglie Matilde, energica e coraggiosa, prezioso sostegno per tutta la famiglia, la figlia Anita con i suoi due bambini piccoli, Dùciu e Mariulì, e infine Righétu, fratello di Peppe, vecchio vetturale pensionato, brontolone e scansafatiche. Per tutti, alle prese con i bollini del razionamento, il pericolo dei bombardamenti, la fame ed il mercato nero, la speranza è una sola: una rapida vittoria delle truppe Alleate, che ponga fine a mesi di lutti e sofferenze inaudite. Molti anconetani, per affrettare la liberazione della loro città, collaborano con i partigiani della Resistenza, nonostante il pericolo di essere scoperti e consegnati ai tedeschi. Tra questi Peppe, che, tradito da una soffiata, è costretto nuovamente a fuggire, cambiando identità. Coperto da documenti falsi si presenta a Forte Scrima per arruolarsi nell’ U.N.P.A., un corpo volontario di pronto intervento che ha il compito di spegnere gli incendi e di estrarre dalle macerie le persone rimaste intrappolate dopo le incursioni aeree. Compiti rischiosi, nei quali molti volontari persero la vita, ma che contribuirono non poco ad alleviare le sofferenze della popolazione civile in quei terribili mesi di guerra. A Forte Scrima Peppe ritrova alcuni vecchi amici e compagni di bevute: Cianca, detto così per la sua andatura claudicante, il balbuziente Scùfia, e infine Zizó, responsabile della squadra con il grado di caporale, che ha perduto la moglie e il figlio sotto le bombe. I quattro uomini, finiti a Forte Scrima per motivi diversi, si ritrovano gomito a gomito a contatto con la sofferenza e con la morte, maturando una consapevolezza che farà riflettere ognuno di loro sulla propria vita e sul proprio destino.

di Mauro Panzini
Regia: Giampiero Piantadosi
Compagnia: Teatro del Sorriso di Ancona
Per informazioni e prenotazioni:

Piazza Leopardi
+39 0733 905 529
e-mail: caldarola@tuttiteatri-mc.net
I biglietti possono essere acquistati al botteghino del teatro dalle ore 19 dei giorni dello spettacolo. Gli abbonamenti possono essere acquistati al botteghino del teatro (posti riassegnati): prevendita nei giorni 11 e 12 ottobre 2013 dalle ore 18.30 alle 21.00 e sabato 26 ottobre 2013 dalle ore 18.00 al termine dello spettacolo.