dai Diari 1917-1973 di Fernanda Pivano. Tra racconti e canzoni, Giulio Casale rende omaggio alla grande Fernanda Pivano e alla sua passione per la beat generation. Lo spettacolo, diretto da Gabriele Vacis, sarà strutturato come un adattamento per le scene dei Diari 1917-1973 (Bompiani), nel quale andranno a innestarsi i racconti originali che la Pivano fece a Casale negli anni della loro frequentazione. La narrazione sarà sottolineata da momenti musicali che percorreranno le tappe più importanti degli artisti legati alla beat generation e dei loro più significativi eredi. A partire dai "Diari 1917-1973" (Bompiani, 2008), Giulio Casale allestisce un affresco poetico che è insieme testimonianza di un'esperienza umana e letteraria unica al mondo e al tempo stesso simbolo di un tesoro ideale-utopico mai come oggi in grado d'interrogare le coscienze umane, spaesate di fronte alla crisi globale che investe l'occidente. Lontano dal recital, lo spettacolo di teatro-canzone, nel rigore del copione e della messa in scena, ripercorrerà le tappe di un'avventura lunga quasi un secolo.
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con e di: Giulio Casale
Regia: Gabriele Vacis

La storia nasce dalle vicende di un padre, il capitano di cavalleria Adolf, uomo rigoroso e studioso di scienze,legato ad una visione patriarcale della famiglia, che vorrebbe decidere il destino della figlia adolescente Berta e mandarla a studiare in città, per farla diventare un’insegnante, attività adeguata ad una donna. La madre, Laura, donna dal carattere concreto e volitivo, vorrebbe invece occuparsi personalmente dell’educazione della figlia e assecondarne le inclinazioni artistiche. Per riuscire nel suo intento è pronta a tutto: non solo instilla nel marito l’atroce dubbio di non essere lui il padre della fanciulla, ma d’accordo col medico, si organizza finanche per farlo interdire grazie ad un referto sulla sua fragilità nervosa. Il Padre è il dramma per eccellenza: rappresentato per la prima volta nel 1887, è forse il testo più famoso del drammaturgo svedese. Strindberg , con occhio lucido e spietato, preannuncia quella che sarà la profonda crisi dell’istituzione familiare nella società borghese del ventesimo secolo. Viene analizzata la crisi di coscienza di un uomo delegittimato nel suo ruolo di padre e del travaglio psicologico che deriva dalla caduta delle certezze.
Continua...di August Strindberg
Compagnia: la Piccola Ribalta di Civitanova Marche

Il Progetto di Bach e Mozart è lo spettacolo di Adriano Vianello (da un testo segnalato al premio I.D.I. 1997) messo in scena dallo stesso autore con Donatella Massimilla. La nuova produzione del Centro Europeo Teatro e Carcere, presenta i modi e i ritmi di una compagnia che, per sua natura, non riconosce le caratteristiche solite del teatro. In scena due uomini, (che si fanno chiamare Bach e Mozart, nomi di battaglia per due internati in una clinica psichiatrica) e la loro ostinazione nel perseguire un impossibile progetto di vita: Bach, costretto su una sedia a rotelle, vorrebbe trasformarsi in un dio, Mozart in una donna, e insieme anelano a volare in cielo. Sono due casi senza speranza, da analizzare e studiare, per una storia che precipita a folle velocità verso un doppio finale a sorpresa. Il progetto è partito dalla lunghissima esperienza della regista Massimilla con la “Nave dei Folli”, la compagnia storica del Carcere milanese di San Vittore.
Continua...di Adriano Vianello e Donatella Massimilla
con Marco Di Stefano, Romeo Martel, Tania Khabarova

"Se un poveraccio quando esce fuori di testa si sente Re, un Re quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere?" L’interrogativo rappresenta l’incipit da cui ha origine lo spettacolo che segna il ritorno in palcoscenico di Filippo Timi, nella doppia veste di attore e di co-autore con Stefania De Santis.'Di fronte alla realtà - scrive Timi in una nota - di fronte a certi irrimediabili eventi come la morte, la perdita di un amore, il cuore e il cervello impazziscono, hanno bisogno di trovare fughe e nuove logiche per non soffrire così tanto. Ridere, è la risposta della coscienza alla tragedia? Ridere il pianto. Ridere la morte. Ridere l’abbandono. Ridere il tradimento. Ridere la follia. Ogni sentimento ha una bocca, e io voglio far ridere la bocca dei sentimenti!'".A teatro Filippo Timi ha interpretato Orfeo, Danton, Percival, Odino, Satana, Woyzeck, è stato tra gli interpreti dello spettacolo teatrale “Il colore bianco” rappresentato a Torino in occasione delle Olimpiadi della Cultura, è autore e interprete del monologo “La vita bestia”.
Continua...di Filippo Timi e Stefania de Santis
con Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco, Paola Fresa, Filippo Timi
Stagione amatoriale

L'autore, Cesare Angeletti (Cisirino), partendo da un fatto realmente accaduto, fa divertire il pubblico con questa opera in dialetto maceratese, presentando una spaccato di vita in una casa colonica di cento anni fa. "Lo ruffià", ossia il sensale di matrimoni è il protagonista di questo lavoro, assieme a "lu contadì". Personaggi che debbono lottare per essere favorevolmente considerati in quel particolare contesto sociale nel quale, a parole, tutti sono ben accettati ma che, nei fatti, non lo sono. La musicalità e l'immediatezza del dialetto maceratese contribuiscono a suscitare sorrisi nel pubblico, ed aiutano ad approfondire la mentalità, gli usi e i costumi che appartengono a pieno diritto alla nostra storia locale.
Continua...di Cesare Angeletti
Compagnia: Amici del teatro di Camporota Treia

Una produzione italo-svizzera, per questa nuova opera scritta da Giorgio Felicetti e Francesco Niccolini, sulla vita, le opere e la morte de “il grande marchigiano”. Mattei è l’inventore della politica energetica italiana, mirata a fare dell’Italia un paese produttore di energia e non misero acquirente. MATTEI è la storia di un ragazzino nato e vissuto nelle Marche, e che poi, da Capitano d’Industria, diventa protagonista assoluto della Storia, fa rinascere l’Agip e fonda l’ENI, diventando “l’italiano più importante dopo Giulio Cesare”.
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con Francesca Luciani
Regia: Giorgio Felicetti

La signora Beatrice Fiorica, gelosa e insoddisfatta, vuole denunciare al delegato Spano’, amico di famiglia, il tradimento del marito, cavalier Fiorica, con la giovane moglie del suo scrivano Ciampa, anziano e a conoscenza dei fatti, che tollera la situazione purche’ venga salvato il suo “pupo”, cioe’ la sua rispettabilita’ e la “faccia”. Inutilmente Ciampa cerca di evitare la denuncia tentando di persuadere la signora Beatrice a girare la corda “seria” quella che fa ragionare ed evita i disastri. La signora Beatrice non ci vuol sentire da quell’orecchio e fa scoppiare lo scandalo, ma tutta la famiglia le va contro: la madre, il fratello, la serva e cosi’ alla fine il delegato cerca di far apparire che non c’e’ stato alcun rapporto tra il cavaliere e la giovane Nina Ciampa; ma e’ proprio al Ciampa, al marito tradito, che la cosa ora non va piu’ bene, egli e’ offeso e ferito, tutti sanno ora, dopo tutto quel chiasso, che porta “il berretto a sonagli”, il cappello da buffone e da becco. Ritroviamo qui l’amaro umorismo di Pirandello per cui l’unica persona che dice la verita’, la Signora Beatrice, quella onesta che vorrebbe giustizia e viene considerata “pazza”, alla fine deve farsi ricoverare in manicomio per evitare la tragedia.
Continua...di Luigi Pirandello
con Paolo Leoni, Luca Marchetti, Silvia Bertini, Alessandro Marrocchi, Benedetta Padella,Ilaria Torresi e Patrizia Mencacci.
Compagnia: Nuovi Linguaggi di Potenza Picena