Stagione 08-09
Montecosaro -Teatro delle Logge
Per informazioni e prenotazioni:

Info, Prenotazioni e Prevendita:
Comune di Montecosaro, via A. Gatti, 3 dal lunedì al venerdì ore 10-13
Tel. 0733-560798 o al 0733-560768.
La biglietteria del teatro è aperta nei giorni di spettacolo dalle ore 19


Don Camillo

17 Gennaio 2009
21:15
Il piccolo mondo di Don Camillo è storicamente ambientato nell’immediato dopoguerra e, geograficamente esso vive in un piccolo paese della Pianura Padana, a stretto contatto con il fiume più maestoso d’Italia: il Po. Ma la migliore nota introduttiva la fornisce l’autore stesso nel suo famosissimo libro “Don Camillo”: "Il piccolo mondo di questo libro non è in nessun posto fisso; il paese è un puntino nero che si muove, assieme ai suoi Pepponi e i suoi Bruschi, in sù e in giù lungo il fiume per quella fettaccia di terra che sta tra il Po e l’Appennino; ma il clima è questo..."
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Compagnia: Ass.ne Ephedra

Dix Play

21 Gennaio 2009
21:00
Dopo le felici esperienze teatrali delle ultime stagioni, dedicate all’affabulazione scenica su temi narrativi importanti (il mito di Edipo Re in Edipo.com, le storie dell’Antico Testamento in La Bibbia ha (quasi) sempre ragione, le vicende del Risorgimento Italiano in Tutta colpa di Garibaldi), Gioele Dix torna al cabaret, l’originaria passione che gli ha permesso di essere conosciuto e apprezzato dal grande pubblico. Come in un immaginario display antologico di stili e personalità, Gioele Dix propone una serie di monologhi comici ambientati nella realtà italiana contemporanea, per descrivere vizi e manie che ci coinvolgono e corrispondono. La sua singolare e personale chiave interpretativa, in bilico costante fra l’intrattenitore e l’attore, permette a Gioele Dix di alternare e mischiare in DIXPLAY il racconto ironico con la parodia, la riflessione sarcastica con la storiella in scaletta, anche un omaggio al grande Walter Chiari), passando per la rappresentazione di alcuni fortunati personaggi, grotteschi ma non troppo: il viaggiatore, che disserta con pignoleria sulle targhette dei treni, il professore argentino, che si batte scientificamente contro lo sport e – ovviamente – il ben noto automobilista sempre costantemente in…zzato, tornato (o meglio, rimasto) di grande attualità grazie alle recenti apparizioni televisive a Zelig. Complici di Gioele Dix in questa nuova avventura di DIXPLAY due figure eccellenti: Bebo ''Best'' Baldan, eclettico compositore polistrumentista, in scena con il proprio patrimonio di suoni e percussioni e Giancarlo Bozzo, storico fondatore e autore di Zelig, in cabina di regia con la sua sensibilità ed esperienza. Con la partecipazione di Bebo ''Best'' Baldan
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di Gioele Dix
con Gioele Dix e con la partecipazione di Bebo ''Best'' Baldan
Regia: Giancarlo Bozzo

L'ultima radio

28 Febbraio 2009
21:30
«La parola radio per quelli della mia generazione - dice Tullio Solenghi - ha un potere evocativo particolare, in quei lontani anni ‘50 infatti il totem attorno al quale la sera si riunivano le famiglie era costituito da quello strano aggeggio, l’imponente mobile-radio, infarcito di valvole con due manopole madreperla sul frontale, che avevano il magico potere di proiettarti in uno sconfinato mondo di voci e di suoni». Nell’epoca in cui regnano lo share e l’auditel Tullio Solenghi dà voce a coloro che non riescono a stare al passo con i tempi in ‘L’ultima radio’, un monologo in cui il comico interpreta la parte del conduttore factotum di una piccola radio libera, arrivata alla sua ultima trasmissione, soverchiata dai satelliti e dalle antenne della macro produzione mediatica.
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di Sabina Negri
con Tullio Solenghi
Regia: Marcello Cotugno

Il festino

1 Marzo 2009
17:30
Io e mio fratello siamo identici come due gocce d’acqua con l’unica differenza che io cammino e lui no. Io sono il corpo e mio fratello è la mente, io mangio e Iacopo si sazia, io dormo e mio fratello sogna… Quanti scherzi abbiamo fatto e tutti ci cascavano: ci scambiavamo i nomi e nessuno poteva distinguerci, tranne la mamma che puniva solo me. Ogni volta che io mi sedevo sulla sedia a rotelle di mio fratello per fare uno scherzetto, la mamma mi chiudeva al buio nello sgabuzzino. Te la posso dire una cosa? Ho passato la vita dentro lo sgabuzzino, in castigo, da solo. All’inizio avevo paura, mi mancava l’aria e le scope mi guardavano storto! Erano lunghe e secche e ce l’avevano con me. Ce n’è voluto di tempo prima di farci amicizia! Gli ho dato dei nomi e ho cominciato a parlarci. Te la posso dire… loro mi rispondevano. Sapessi quante cose ci siamo detti! Certe volte mi chiudevo da solo nello sgabuzzino, giravo la chiave e me ne stavo lì dentro tutta la giornata.
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di Emma Dante
con Gaetano Bruno