Stagione 12-13
Recanati - Teatro Persiani
Per informazioni e prenotazioni:

I biglietti potranno essere prenotati nella biglietteria del teatro tre giorni prima di ogni spettacolo esclusa la domenica dalle 17 alle 20 e nei giorni di rappresentazione dalle ore 17 ad inizio spettacolo telefonando al numero 071-7579445 oppure al numero 339-7396762.


Re Lear

6 Novembre 2012
21:00
7 Novembre 2012
21:00
Re Lear esplora la natura stessa dell'esistenza umana: l'amore e il dovere, il potere e la perdita, il bene e il male, racconta della fine di un mondo, il crollo di tutte le certezze di un'epoca, lo sgomento dell'essere umano di fronte all'imperscrutabilità delle leggi dell'universo. All'inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell'essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini, rifarsi bambino e in pace "gattonare verso la morte". Come un bambino pretende l'amore, Lear esige in cambio della cessione del suo potere, che le figlie espongano in parole i loro sentimenti per lui. Ma Cordelia, la più piccola, sa che l'amore, il vero amore non ha parole e alla richiesta del padre può rispondere solo: "nulla, mio signore". È questo equivoco, questo confondere l'amore con le parole, che, nel momento in cui le altre figlie si mostreranno per quello che sono, farà crollare Lear rendendolo pazzo. E con Lear è il mondo intero che va fuor di sesto, la natura scatenata e innocente riprende il suo dominio, riporta gli uomini al loro stato primordiale, nudi e impauriti, in balia di freddo e pioggia a lottare per la propria sopravvivenza, vermi della terra. È qui che può cominciare un crudele cammino d'iniziazione: resi folli o ciechi per non aver saputo capire o vedere, Lear e il suo alter ego Gloucester, accompagnati da figli che si son fatti padri, giungeranno finalmente a capire e vedere. Il palcoscenico in cui si muovono i nostri personaggi, è la distruzione del mondo. La storia di Lear è la storia dell'uomo, la storia di civiltà che si credono eterne ma che fondano il loro potere su resti di altri poteri, in un continuo girotondo di catastrofi e ricostruzioni, di macerie costruite su macerie. Che cosa ha dunque senso in questa tragedia? Quale speranza possiamo trarre? Forse proprio la conoscenza, quella consapevolezza di che cosa sia l'uomo di fronte all'universo, raggiunta attraverso un percorso di spoliazione in cui l'amore e la solidarietà si mostrano nella loro essenza terribilmente umana. Per dirla con Pascal: "l'uomo è solo una canna, la più fragile della natura; ma una canna che pensa. Non occorre che l'universo intero si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d'acqua bastano a ucciderlo. Ma quand'anche l'universo intero lo schiacciasse, l'uomo sarebbe sempre più nobile di quel che lo uccide, perché sa di morire, e conosce la superiorità che l'universo ha su di lui; mentre l'universo non ne sa nulla." Forse solo a questo, ad aiutare la creazione di questa consapevolezza, mira tutto l'opera di Shakespeare, a patto però che gli spettatori non dimentichino mai di trovarsi a teatro, che non cadano nell'illusione di un altro mondo, che sempre vedano il muro dietro la scena di cartone. (Michele Placido, Francesco Manetti)
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di William Shakespeare
con Gigi Angelillo, Margherita Di Rauso, Federica Vincenti, Francesco Bonomo
Regia: Michele Placido e Francesco Manetti

Boeing Boeing

17 Novembre 2012
21:00
18 Novembre 2012
21:00
Il nuovo allestimento della commedia Boeing Boeing di Marc Camoletti, ritorna dopo quarant'anni sui nostri palcoscenici come una delle commedie più divertenti e rappresentate nel mondo; entrata di diritto nel Guinness dei primati - solo a Londra, dal 1965 è rimasta in cartellone per ben sette anni consecutivi, tanto che la Paramount ne produsse un film con Tony Curtis, Jerry Lewis e Thelma Ritter - Boeing Boeing è tornata sui palcoscenici londinesi nel 2007 per starvi fino al 2009, dopo quarant'anni, con un restyling anni 60' ad opera di uno dei più rappresentativi e giovani registi europei: Matthew Warchus che ne ha curato uno spassosissimo revival adattando scene e costumi a quegli anni. Il risultato è stato sorprendente: pubblico e critica hanno decretato il successo di questa commedia che, nonostante l'età, dimostra ancora di avere le gambe per camminare a lungo. Nel 2007 è stata nominata agli Oliver Awards come miglior revival e miglior attore, vincendo il Drama Desk Award come miglior spettacolo, miglior rivisitazione anni 60' e come miglior interpretazione maschile a Mark Rylance. La stessa produzione ha poi portato lo spettacolo a Broadway nel 2008, dove ha riscosso un altro enorme successo vincendo, anche qui, il Tony Award come miglior revival e ancora Mark Rylance come miglior attore protagonista. Lo spettacolo viene ora riproposto anche in Italia, dopo l'ultima grande produzione allestita nel 1966 da Lucio Ardenzi, con gli allora giovani Carlo Giuffrè, Vittorio Sanipoli, Marina Bonfigli e Valeria Fabrizi. Lo spettacolo ebbe un grande successo per tre stagioni consecutive. Questa volta, a distanza di quarant'anni, l'Associazione Culturale Artu' in coproduzione con Ente Teatro Cronaca sas diretta da Mico Galdieri, hanno deciso di riproporre lo spettacolo nella stessa edizione trionfatrice a Londra e Broadway, in accordo con la Sonia Friedman Ltd. Con un Cast veramente internazionale che vede in testa di serie il ritorno sulle scene di Gianluca Guidi in coppia per la prima volta con Gianluca Ramazzotti per dar vita ad un duo esplosivo di grande comicità, con la partecipazione della nota attrice teatrale Ariella Reggio, conosciuta dal pubblico italiano per la fiction "Tutti pazzi per Amore" dove interpreta il ruolo della Zia. A cui si aggiungono tre splendide bellezze: Marjo Baratasegui, lanciata da Pieraccioni nel film 'Ti amo in tutte le lingue de mondo', nel ruolo della Hostess spagnola Gabriela, Ela Weber che darà lustro e divertimento alla hostess tedesca Greta e Barbara Snellenburg che interpreterà l'americana Gloria. Il tutto condito dalla regia di Mark Schneider che riprende la messa in scena scoppiettante e divertente di Matthew Warchus, in una rivisitazione dal vecchio sapore anni sessanta per una commedia che, come hanno dimostrato gli amici americani e londinesi, ha quarant'anni... ma non li dimostra!
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di Marc Camoletti
con Gianluca Guidi, Gianluca Ramazzotti, Ariella Reggio nel ruolo di Berta, Barbara Snellenburg, Marjo Berasategui e Ela Weber
Regia: Mark Schneider
Compagnia: Ente Teatro Cronaca & Artù

Mattei. Petrolio e fango

1 Dicembre 2012
21:00
Teatro contemporaneo - Teatro d’inchiesta, thrilling storico, giallo con ritmi da narrazione civile, Mattei è un racconto frutto di una lunga ricerca fatta di testimonianze dirette, interviste a persone che hanno conosciuto il Presidente dell’ENI di cui ricorre nel 2012 l’anniversario dei 50 anni dalla morte.
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di e con Giorgio Felicetti

L'infinito

15 Dicembre 2012
21:00
16 Dicembre 2012
21:00
L’infinito è un titolo che immediatamente rimanda alla città di Recanati. Quello in scena il 15 e 16 dicembre nasce dall”idea che Tiziano Scarpa si è fatto di Giacomo Leopardi e della sua poesia più celebre. La pièce di Tiziano Scarpa mette in scena le ansie giovanili di ogni tempo, tra sogni e disperazione, atteggiamenti spavaldi e senso di inadeguatezza, oggi come duecento anni fa. In un ritmo drammaturgico trascinante, che tiene insieme pirotecniche battute e momenti di profonda riflessione, il fantasma di Leopardi ci fa fare i conti con quanto sopravvive della nostra tradizione culturale e con quanto è già morto del nostro presente.
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di Tiziano Scarpa
con Andrea Tonin, Arturo Cirillo, Margherita Mannino
Regia: Arturo Cirillo
Compagnia: Teatro Stabile del Veneto

Traviata

19 Gennaio 2013
21:00
La danza è il protagonista il 19 gennaio con Traviata di Monica Casadei, un’affascinante spettacolo nel quale la coreografa, che già più volte si è confrontata con la grande tradizione lirico-operistica, affronta il capolavoro verdiano.
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con Monica Casadei

End of the rainbow

Prima Nazionale
9 Febbraio 2013
21:00
10 Febbraio 2013
21:00
ANTEPRIMA NAZIONALE - End of the rainbow di Peter Quilter con protagonista un’attrice di grande fascino come Monica Guerritore diretta dalla mano sapiente di Juan Diego Puerta Lopez. Un musical tragico e divertente allo stesso tempo sugli ultimi mesi di vita di un’attrice. È Natale del 1968, siamo in una piccola Suite dell'Hotel Ritz Carlton al Centro di Londra, e Judy Garland – a 46 anni e con un nuovo marito accanto - è decisa a tornare alla ribalta alla grande. I matrimoni falliti, i tentativi di suicidio, le dipendenze sembrano lasciati definitivamente alle spalle, ma... Un musical tragico e divertente allo stesso tempo, che include vari successi della Garland, sugli ultimi mesi di vita dell'attrice. Primo grande successo internazionale di Quilter. L'opera conquista il clamore della critica persino al Sydney Opera House in Australia (premiando le due protagoniste con il Caroline O'Connor Awards). La stessa opera è stata presentata e premiata poi durante il Festival di Edimburgo nel 2006. L'anno seguente Joop van den Ende ha riproposto il musical in una nuova produzione tedesca che ha registrato il tutto esaurito nei suoi sette mesi di tour, ispirando successivamente produzioni nella Repubblica Ceca, Finlandia, Polonia e Nuova Zelanda. Attualmente è in programmazione al Belasco Theater di New York.
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di Peter Quilter
Regia: Juan Diego Puerta Lopez
Compagnia: ErreTiTeatro30

Scene da un matrimonio

7 Marzo 2013
21:00
8 Marzo 2013
21:00
Credi che viviamo in una totale confusione? Credi che dentro di noi si abbia paura perché non sappiamo dove aggrapparci? Non si è perso qualcosa di importante? Credo che in fondo c'è il rimpianto di non aver amato nessuno e che nessuno mi abbia amato. Ingmar Bergman - L'idea di "riproporre" sulla scena un progetto come "Scene di vita coniugale" è estremamente stimolante. Lo è per una molteplicità di aspetti. Comincerei dal fatto che è un testo divenuto icona internazionale intorno alle complessità delle relazioni uomo donna, e in particolare di quelle matrimoniali. Un altro aspetto è che propone un linguaggio "cinematografico" già dal titolo del capolavoro realizzato poi da Bergman: Scene da un matrimonio. Viene già voglia di proseguire quell'indicazione con il linguaggio tipico della sceneggiatura da cinema tipo: int. sera, ecc... Aggiungo che è una piece assente dalle scene italiane da molto tempo. È un testo che invita ad una proposta nei confronti del pubblico attraverso una rilettura dei comportamenti in chiave contemporanea e contestualizzata alla nostra cultura. Molti giovani non conoscono l'opera, e forse nemmeno il film, ma sono sicuramente un target estremamente sensibile alla tematica. Parlo di giovani ma non solo. Il perno centrale dell'opera sta nel rapporto tra un uomo e una donna e lascia immaginare un'interpretazione magistrale tra due attori che si confrontino sul quotidiano della convivenza. Il fatto che i due appartengano ad una fascia d'età in bilico tra la gioventù e la piena maturità rende l'allestimento ancor più interessante. Daniele Pecci e Federica Di Martino sono un cast perfetto. Per quanto riguarda l'impianto scenico prevedo uno sfruttamento dello spazio in termini di rigore e semplicità. Non una scenografia sontuosa e "materica" quindi, ma un allestimento sobrio che miri più alla suggestione che alla rappresentazione, dove le idee di illuminazione saranno preponderanti ed esaltanti in relazione agli stati emotivi che progressivamente si consumano. La musica avrà un ruolo suggestivo, non come semplice commento, ma soprattutto come "collante" tra le aperture e le chiusure dei vari quadri. Un progetto da costruire ad "hoc". Tremano le gambe al solo pensiero di "mettere le mani" su un testo così importante. Punto ad un testo che contempli un "passo a due". E questo già sarebbe un percorso "differente" dal testo originale. Però non vorrei perdermi gli effetti e le suggestioni che il mondo esterno produce su quella coppia. In questo caso poi, vista la disponibilità dei due talenti, si rifletterà su comportamenti e routine di una coppia più giovane dell'originale. L'altro elemento di novità d'approccio, sarà quello di contestualizzare la storia nell'Italia contemporanea. Una delle cose che più mi ha colpito nella rilettura del testo è il fatto che la protagonista femminile si occupa di separazioni (lavora presso uno studio legale). Questo è un elemento molto interessante per lo sviluppo delle testimonianze "esterne" che possono affacciarsi sul quotidiano della coppia: esattamente come proponeva Bergman. Da qui vorrei quindi modificare la professione del protagonista maschile: un professore universitario non ha più le stesse valenze di quando è stata scritta e proposta al pubblico l'opera... Cercherò un lavoro che consenta tutti gli snodi a servizio del personaggio ma con la modernità dell'oggi: che so? Uno che si occupa di ricerca nel settore delle energie alternative? Sarà comunque un lavoro che obbliga il personaggio a rapide e frequenti assenze. Diventa evidente che, nonostante i cambiamenti, i due personaggi restano in quel medesimo limbo sociale descritto da Bergman: una media borghesia, colta e progressista, che resta imprigionata nella propria ideologia "politically correct"... Questo è un altro elemento che trovo estremamente interessante. Tutto lo sforzo e l'autocontrollo, entrambe dolorosi, che i due sono costretti a mettere in campo nel cercare di essere "civili" nella crisi. Un testo dove non ci sono urla e grida tipiche di quel tipo di situazioni, ma dove al contrario si cerca di trovare un equilibrio davanti all'ineluttabilità del danno... In tutto questo diventa evidente l'aspetto ironico, già suggerito dal testo, ma che riportato tra i nostri comportamenti "mediterranei" si va a modellare ancor di più sui due personaggi. Su quello femminile nella paura non del tradimento in sé per sé, ma del subirlo davanti ad una "competitor" più giovane; in quello maschile sulla propria inadeguatezza a gestirlo con una nuova partner con i bisogni e i comportamenti di una generazione diversa... In mezzo a tutto questo la "presenza/assenza" delle due figlie, che come un ago di una bilancia invisibile regolano i ritmi della coppia. Bene mi sembra tutto... per il momento. Alessandro D'Alatri
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di Ingmar Bergman
con Daniele Pecci, Federica Di Martino
Regia: e adattamento: Alessandro D'Alatri
Compagnia: Teatro Stabile D'Abruzzo

Itis Galileo

4 Aprile 2013
21:00
L’ultimo appuntamento del contemporaneo il 4 aprile è con un amatissimo narratore, Marco Paolini in scena con Itis Galileo, un occasione per ragionare di scienza attraverso un racconto aperto con parti di dialogo e lettura.
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con e di: Marco Paolini

La trappola

18 Aprile 2013
21:00
19 Aprile 2013
21:00
Dopo l'allestimento di Tutto per bene presentato lo scorso gennaio al Teatro Argentina, Gabriele Lavia torna al teatro di Luigi Pirandello con La trappola, testo del 1912 del quale oltre all'adattamento e alla regia è anche interprete nel ruolo del protagonista, accompagnato da Giovanna Guida e Riccardo Monitillo. Un omaggio esclusivo dedicato al pubblico, per ringraziare della costante attenzione dimostrata nel corso del progetto che ha visto impegnato il Teatro di Roma nella gestione e nella programmazione dei Teatri di Cintura. La trappola è il discorso interiore di un uomo che confessa la propria ossessione di essere umano ingabbiato dalle convenzioni, dalla famiglia, addirittura dall'obbligo della riproduzione. Per il nostro protagonista, infatti, le donne sono lo strumento che attira l'uomo spingendolo a riprodursi e generare così altri infelici, altre maschere del gran ballo della società. Anche lui naturalmente è vittima del tranello: una donna sposata, che non può avere figli da suo marito, lo seduce, gli strappa una gravidanza per poi abbandonarlo e tornare dal marito. Così rimane da solo con il vecchio padre malato e paralizzato, condannato a quella sorte dal padre, suo nonno, che lo generò 76 anni prima. Per il protagonista ogni genitore è il boia della creatura che genera e che dice di amare perché la condanna a morte. Per Lavia: «i personaggi di Pirandello vivono nella loro dimensione ombra col "sentimento del contrario", guardando il mondo col "cannocchiale rovesciato", in modo che il destro diventi sinistro, abitando l'antiterra dei Pitagorici».
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di Luigi Pirandello
con Gabriele Lavia, Giovanna Guida, Riccardo Monitillo
Regia: Gabriele Lavia
Compagnia: Teatro di Roma