Stagione 11-12
Recanati - Teatro Persiani
Per informazioni e prenotazioni:

I biglietti potranno essere prenotati nella biglietteria del teatro tre giorni prima di ogni spettacolo esclusa la domenica dalle 17 alle 20 e nei giorni di rappresentazione dalle ore 17 ad inizio spettacolo telefonando al numero 071-7579445 oppure al numero 339-7396762.


La Belle Joyeuse

26 Ottobre 2011
21:00
“Sanguinaria assassina” per il governo austriaco, “sfacciata meretrice” per papa Pio IX, “bellezza affamata di verità” per Heine, “prima donna d’Italia” per Cattaneo; la figura di Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso suscitava tra i suoi contemporanei (e probabilmente susciterebbe anche tra i nostri) giudizi estremi, definitivi e inconciliabili. Figlia del Rinascimento e dell’Illuminismo, Musa del Romanticismo, cultrice delle storie passate e febbrile anticipatrice del nostro presente, intellettuale, brillante, orgogliosa, stravagante, autoritaria, trovò principalmente nell’arte della seduzione la forza di attraversare da grande protagonista l’epopea del Risorgimento italiano. Seduzione intellettuale e sentimentale verso i maggiori artisti dell’epoca da Listz a Chopin a Delacroix, seduzione ideale e politica verso elites patriottiche e donne e uomini del popolo. Con un grandissimo senso della “messa in scena”, gli eccentrici arredi della casa parigina, i suoi travestimenti, da damina di salotto a eroina guerriera, Cristina interpretò tutti i ruoli possibili nella società dell’epoca, e sempre da grande, autentica attrice, con distacco critico, spesso ironico. E come ogni vera protagonista, lacerata da pulsioni diverse; frenetica, onnipresente attivista fiduciosa in un futuro più libero e insieme preda di profonde inquietudini personali, di senso di inutilità, di sconfitta. Così la definizione di “comedienne” affibbiatole per disprezzo dai suoi denigratori riacquista oggi in lei tutta la sua profondità e il suo splendore. Seduttiva e opportunista con i geni e i potenti, impudente e sarcastica con le massime autorità della Chiesa, dolce e materna coi ragazzini del suo falansterio, dura con le debolezza dei patrioti, enfatica e trascinante nelle adunate popolari, Cristina di Belgioioso sembra aver vissuto da eroina dei più diversi generi letterari, dal feuilleton al romanzo d’avventura, dall’epopea alla tragedia, nascondendo costantemente il suo vero volto dietro innumerevoli maschere. La belle joyeuse vuol tentare di suggerire che proprio in tutte queste maschere è la sua verità, perché ciascuna è stata vissuta, “incarnata” in modo così estremo, generoso e totale, da divenire parte di un unico volto di donna problematica, contraddittoria, egocentrica, ma assolutamente affascinante. Nessun intento agiografico, nessuna preoccupazione di risarcimento storico alla sua figura dimenticata (basterebbero poche sue frasi, pochi suoi scritti a riconsegnarla alla nostra più scottante attualità) ma solo un flusso di frammenti di ricordi, di visioni, di emozioni, nostalgie, frustrazioni, filtrati dalla tenerezza, l’ironia, e l’orgoglio di una Primadonna che al termine di una vita vissuta sotto il segno del coraggio, teme ora solo l’ultimo nemico: l’oblio, “una morte più orribile della morte”. Cercheremo di dare un profilo vivo, reale, alla donna che Balzac definì “più impenetrabile della Gioconda”. Gianfranco Fiore
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di Gianfranco Fiore
con Anna Bonaiuto
Regia: Gianfranco Fiore
Compagnia: PAV in collaborazione con CADMO

Le bugie con le gambe lunghe

31 Ottobre 2011
21:00
1 Novembre 2011
17:00
Ideata prima della guerra, Le bugie con le gambe lunghe venne completata alla fine del 1946, subito dopo la messa in scena a Napoli di Filumena Marturano e come soluzione di emergenza, nel caso che quest’ultima commedia non dovesse incontrare presso il pubblico delle altre piazze il successo sperato. Le cose, fortunatamente, andarono in ben altro modo e Le bugie venne presentata solo un anno più tardi. Dopo il debutto a Bari nel dicembre del 1947, la prima romana all’Eliseo (14 gennaio 1948) richiamò un pubblico foltissimo e mondano, allertato dagli straordinari successi delle ultime stagioni (Napoli milionaria!, Questi fantasmi!, Filumena), che finalmente riconoscevano a pieno a Eduardo quel titolo di autore troppo a lungo messo in ombra dalle sue doti di attore. L’accoglienza fu calorosa, anche se forse il pubblico rimase un po’ disorientato dagli umori acri di una satira antiborghese che anticipava già i toni amari e pessimistici dei lavori successivi. Il tema è quello della verità e della menzogna in cui la vena amara che scorre in sottofondo alla comicità, a tratti quasi farsesca, si accentua con il procedere dell’azione. La storia vive dei reciproci intrighi che alcune coppie intrecciano intorno a Libero Incoronato, un uomo modesto, onesto, insieme dignitoso e fiero, la cui vita tranquilla viene sconvolta dai vicini che tentano in ogni modo di coinvolgerlo, suo malgrado, nelle loro squallide storie. Prima ingenuamente ostinato nello smascherare le clamorose menzogne spacciate per verità, di cui è testimone, Libero decide alla fine di adeguarsi in modo provocatorio alla regola generale, rilanciandola e amplificandola fino al paradosso. Ed ecco il titolo della commedia, che rovescia il proverbio popolare: le bugie con le gambe corte sono quelle dei bambini, quelle puerili, mentre quelle con le gambe lunghe sono quelle ''che tutti noi dobbiamo aiutare a camminare – come affermò Eduardo nell’intervista a Sergio Romano - per non far cadere l’impalcatura della società.”
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di Eduardo De Filippo
con Nicola Di Pinto, Anna Fiorelli, Fulvia Carotenuto Carolina Rosi, Massimo De Matteo
Regia: Luca De Filippo
Compagnia: EllediEffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Animalie

17 Dicembre 2011
21:00
Contemporaneo - Da un'idea di Giorgio Rossi. Esclusiva regionale. Lo spettacolo nasce dal ricordo di Giorgio Rossi di una serata in cui Andrea Pazienza disegnava ciò che David Riondino recitava e contemporaneamente Riondino descriveva i disegni di Andrea. Uno scambio tra le arti che evocano e traducono nei rispettivi linguaggi suoni sensazioni colori emozioni impressioni immagini. Con lo stesso desiderio d’uno scambio fertile fra le arti, Giorgio Gallione dirige tre grandi maestri David Riondino, Gabriele Mirabassi e Giorgio Rossi in uno spettacolo di danza teatro e musica che trasforma la scena in un reame surreale di personaggi imprevidibili a volte dolci e divertenti a volte inquietanti. Una letteratura lunare, quella di Borges, che racconta agli occhi paesaggi lontani, ascetici e dai colori diafani, creature misteriose che si riempiono di luce e sanno riconoscere le anime pure, ma allo stesso tempo una letteratura solare, quella tratta da I fantastici animali di Stranalandia in cui atmosfere cristalline e leggere sono il luogo d’incontro di due strambi scienziati che studiano e descrivono gli abitanti dell’isola ed infine una lettura infantile più ingenua, quella tratta dall’opera Animalie, da cui deriva il titolo dello spettacolo, di Toti Scialoja. Prologo: Un bambino, lo portano per la prima volta al giardino zoologico. Questo bambino sarà chiunque di noi o, inversamente, noi siamo stati questo bambino e ce ne siamo dimenticati. Nel giardino, in quel terribile giardino, il bambino vede animali viventi che mai aveva visto: vede giaguari, avvoltoi, bisonti, e più strano ancora, giraffe. Vede per la prima volta la sfrenata varietà del regno animale. Un giorno, quel bambino diventato adulto, scoprirà che esiste anche, nel regno del sogno o della leggenda un giardino zoologico delle mitologie; un universo altrettanto reale la cui fauna non è di leoni ma di sfingi e grifi e centauri, un mondo di visioni e animali fantastici, il cui catalogo, sappiamo, è infinito.
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con David Riondino, Gabriele Mirabassi, Giorgio Rossi
Regia: Giorgio Gallione
Compagnia: Sosta Palmizi con il sostegno di Teatro Archivolto e Teatro Pietro Aretino

Non c'è tempo amore

12 Gennaio 2012
21:00
13 Gennaio 2012
21:00
Amori, nevrosi e tradimenti sono al centro di questa commedia brillante che descrive il sommesso rimpianto di una gioventù perduta e mai vissuta fino in fondo. Edoardo Massimi è un medico generalista di mezz'età. Legge il pensiero. Per lui, scapolo ostinato, avere una relazione duratura è praticamente impossibile. Un suo vecchio amico, Rudy Sottile, un giorno va a farsi visitare perché sua moglie Gemma è convinta soffra di satiriasi (eccessivo appetito sessuale). Quest'ultimo effettivamente ama molto il mondo femminile e ha un'amante. Ma la situazione di Rudy è patologica o è comune a tutti i maschi quarantenni? Nel frattempo Edoardo incontra, casualmente, una donna di cui non riesce a leggere il pensiero. Sembra finalmente che abbia trovato l'amore ma lei rifiuta di sposarlo, gettandolo nello sconforto. Gemma, intanto, si occupa della sua sconsolata amica Nora, le cui intense ma sfortunate relazioni sentimentali si concludono, al massimo, dopo tre mesi. È proprio di Rudy l'idea di far incontrare il dottor Massimi e Nora ad una cena in casa propria sperando avviare una conoscenza fra i due. Ma la serata non andrà esattamente come previsto e svelerà molti segreti che cambieranno per sempre la vita dei quattro personaggi.
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di Lorenzo Gioielli
con Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey Edy Angelillo, Lorenzo Gioielli
Regia: Lorenzo Gioielli

Art

28 Gennaio 2012
21:00
29 Gennaio 2012
17:00
Il lavoro della commediografa e scrittrice francese Yasmina Reza solleva la questione dell'arte e dell'amicizia ruotando attorno a tre amici di vecchia data: Serg, Marc e Yvan. Serg, assecondando la sua passione per l'arte moderna, ha acquistato un dipinto molto costoso intorno al quale ruoterà il dibattito dei tre amici sul significato dell'arte astratta in paragone ad arti più rappresentative e tradizionali. Sotto la superficie la commedia esplora con ironia la profondità e la complessità dell'amicizia. Un quadro bianco, pagato molto. Scattano le reazioni degli amici di chi lo ha comprato. Esagerate, forse guidate dalla passione, dall’amicizia. L’amicizia. Il passaggio di un’esistenza insieme. Soli. Creando alleanze. Due contro uno. Altri due contro uno. Si provoca violenza nei rapporti. Violenza. Il tutto accade, forse, inconsapevolmente, dentro il quadro bianco. Forse è così, tutta la vicenda, le discussioni appassionate, le verità, le bugie, le alleanze, le insicurezze, tutto accade dentro il quadro bianco. Come un passaggio dentro un quadro bianco. Il paradosso del testo fa in modo che ci si rida sopra. Con ironia, con affetto, una risata in cui ci si riconosce.
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di Yasmina Reza
con Gigio Alberti, Alessio Boni, Alessandro Haber
Regia: Giampiero Solari

Orlando Furioso

11 Marzo 2012
17:00
12 Marzo 2012
21:00
- ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante - Trasferire l’Orlando Furioso in una presenza teatrale è impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti. Stefano Accorsi veste i panni di un simile cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso sfortunato vincente doloroso sofferente sacrificale gioioso e di certo anche furioso. Per star dietro alle tante storie d’amorosi sensi e avventure ad essi corrispondenti, il cavalier narrante dovrà assumere cangianti sembianze, essere al contempo tanti volti e cuori e multiformi voci e diversificati corpi, a volte femminil sostanza, a volte magica, fantasmifera assenza, o per contrasto conturbante presenza. Nell’entrare e uscire da siffatte presenze, e sopratutto nel dar seguito alla fantasmagorica passione del suo doppio Orlando, il cavaliere Stefano perderà anche suo senno, e cercarlo dovrà in quei luoghi del sogno di cui siam fatti, si sa, come di stoffa, noi attori erranti. Ad accompagnare la peregrinazione d’amore ci penserà la musica, che lungi dal farsi a sua volta cavaliera servente, costringerà l’attore a duelli e dispute e dissidi e smacchi e scacchi, come presenza assai poco discreta incarnata in vivi corpi musicanti e strumentanti. Monologando, narrando, melologando, digressionando, le rime ottave del grande poeta risuoneranno in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti. Dicono che a narrare storie il mondo diventi assai meno terribile, e per tal compito, in questi tempi amari dove a parlare sembra essere solo la realtà, ci siam messi all’opera, con passo volatile e leggero, ma per toccare sostanze alte e un sentire sincero. Marco Baliani
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di Ludovico Ariosto
con Stefano Accorsi
Regia: e adattamento Marco Baliani

Il ventaglio

28 Marzo 2012
21:00
29 Marzo 2012
21:00
“Ho fatto una commedia di molte scene brevi, frizzanti, animate da una perpetua azione, da un movimento continuo. Vi vorrà una quantità grande di prove, vi vorrà pazienza e fatica ma vuò vedere se mi riesce di far colpo con questo metodo nuovo". Così Goldoni presenta Il ventaglio. Mi piace questo testo perché è una storia d'amore sospesa nel tempo e nello spazio: non è collocata da Goldoni in uno spazio preciso, e non ci sono elementi sociali che forzano i personaggi in una determinata cornice storica. Tutto questo mi affascina perché lascia libera l'immaginazione, degli interpreti prima e dello spettatore poi. Mi piace perché dà la possibilità di lavorare con gli attori mettendo l'accento su una recitazione fisica, per inventare personaggi che invece nella scrittura sono ritratti molto rapidamente. Mi piace perché è una scrittura basata esclusivamente sul ritmo, capace di sintetizzare queste maschere umane in un microcosmo di relazioni tutte legate assieme. Penso ad uno spettacolo frizzante, leggero, erotico. Penso ad un gruppo di attori giovani, capaci innanzitutto di ascolto. In questa, che è l'ultima grande commedia corale di Goldoni, tutto avviene per via di un semplice oggetto che passa di mano in mano con un ritmo indiavolato. Questo oggetto è il simbolo dell'erotismo, come fosse una freccia scoccata dall'arco di un Cherubino sbadato, come un Puck di Shakespeare che si muove invisibile tra i personaggi e li comanda, li provoca, si diverte alle loro spalle, gioca con i loro sentimenti e rapidamente li contagia fino alla follia. Allo stesso tempo li educa all'amore, permette loro di imparare a dire i propri sentimenti, scioglie le loro lingue ed apre i loro occhi. Tutti vengono coinvolti nella vicenda del ventaglio, diventano violenti, accecati per amore, folli di gelosia, ridicoli nelle loro smanie, impugnano pistole e coltelli, si minacciano e tutto per un niente, per un piccolo ventaglio che non vale neanche due lire. Ma in realtà si tratta dell'amore: l'amore non ha prezzo e per amore si sono sempre fatte le più immense follie. Damiano Michieletto
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di Carlo Goldoni
con Alessandro Albertin, Silvio Barbiero, Daniele Bonaiuti, Katiuscia Bonato, Giulia Briata
Regia: Damiano Michieletto
Compagnia: Teatro Stabile del Veneto – Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.

Operette morali

26 Aprile 2012
21:00
27 Aprile 2012
21:00
28 Aprile 2012
21:00
- esclusiva regionale - Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrive tra il 1824 ed il 1832. In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della gloria. I temi affrontati sono fondamentali, primari: la ricerca della felicità e il peso dell’infelicità, la natura matrigna, la vita che è dolore, noia. In questo panorama di atmosfere astratte e glaciali la ragione si distingue come unico strumento per sfuggire alla disperazione.
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di Giacomo Leopardi
con Gisella Bein, Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco,
Regia: e adattamento Mario Martone
Compagnia: Fondazione del Teatro Stabile di Torino