Stagione 10-11
Recanati - Teatro Persiani
Per informazioni e prenotazioni:

I biglietti potranno essere prenotati nella biglietteria del teatro tre giorni prima di ogni spettacolo esclusa la domenica dalle 17 alle 20 e nei giorni di rappresentazione dalle ore 17 ad inizio spettacolo telefonando al numero 071-7579445 oppure al numero 339-7396762.


Thom Pain (basato sul niente)

28 Novembre 2010
17:00
Thom Pain è solo. Entra in scena al buio. Non ci sono tecnici sul palco, non c’è l’uomo del suono ad aiutare la sua entrata con una musica. Non c’è una scena. È un uomo solo, che soffre sotto il tiro delle luci del palco. Ha parole che non suonano come le battute di un testo teatrale, ma hanno il linguaggio e la forza di un uomo che parla, mettendosi in fila come in un flusso di coscienza, continuamente sospeso tra memoria e paura. Credo che questo testo non faccia sconti a nessuno, tanto meno a me. Non puoi entrarci a meno di non “essere” Thom Pain. E questa è stata la grande difficoltà richiesta al mio lavoro: essere e non provare d’imitare, essere lui dal primo momento, senza indugi, senza giudicarlo, senza recitare le sue intenzioni. C’è solo Thom Pain e il pubblico con cui cerca di stabilire una relazione, pur essendo terrorizzato dall’idea di una possibile sintonia. Ho pensato continuamente, provando, che Thom Pain parlando fissi gli spettatori e scorga nei loro sguardi gli spunti di conversazione che lo portano continuamente a cambiare argomento del suo discorso iniziale. Elio Germano
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di Will Eno
con ELIO GERMANO
Compagnia: Bam Teatro e Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Mittelfest 2010

Personaggi

13 Dicembre 2010
21:00
14 Dicembre 2010
21:00
Se c'è qualcosa che unifica i mille volti creati in questi anni da Antonio Albanese per raccontare il nostro tempo, è quel particolare senso di umanità che caratterizza anche i personaggi più bizzarri. Molti, negli anni si sono affezionati a Epifanio, L’Ottimista, il Sommelier, Cetto La Qualunque, Alex Drastico e Perego. In fondo c’è qualcosa di ognuno di noi in queste maschere estreme e irriverenti. Lo spettacolo Personaggi riunisce alcuni tra i volti creati da Antonio Albanese. La nevrosi, l'alienazione, il soliloquio nei rapporti umani e lo scardinamento affettivo della famiglia, l'ottimismo insensato e il vuoto ideologico contribuiscono a tessere la trama scritta da Michele Serra e Antonio Albanese. In scena uomini del Sud e del Nord, uomini alti e bassi, grassi e magri, ricchi e poveri, ottimisti e qualunquisti. Un recital che racconta con dirompente fisicità un mondo popolato da personaggi del nostro tempo.
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di Michele Serra, Antonio Albanese
con Antonio Albanese
Compagnia: Bea srl – The blue apple srl

L'oro di Napoli

19 Gennaio 2011
21:00
20 Gennaio 2011
21:00
Roma estate 2007, dopo le prove come di rito la solita cena Imparato – Santoro. Era il periodo in cui avveniva il passaggio di direzione artistica de La Pirandelliana da Arnoldo Foà a Gianfelice Imparato. Pur essendo campano ed avendo estrazioni artistiche napoletane, sino ad oggi con La Pirandelliana abbiamo messo in scena testi di derivazione straniera o in ogni caso in lingua italiana. La collaborazione nata con Gianfelice è quindi conseguenza naturale visto che trovo molto azzeccata una definizione che Rodolfo Di Giammarco diede di Imparato: l’artista “anglo-napoletano”. Dopo i successi degli spettacoli sino ad allora prodotti da La Pirandelliana, sia io che Gianfelice concordavamo nel bisogno di mettere in cantiere un’altra produzione che consolidasse quel percorso, ecco quindi la proposta del neo Direttore Artistico del progetto di cui da tempo gli parlava Armando Pugliese. Per la prima volta, era anche ora, mi entusiasmai alla realizzazione di un progetto “napoletano” e fu così che mi “avvinghiai” all’idea, convinto soprattutto dall’adattamento teatrale dei racconti di Marotta e non dalla trasposizione del film. Presupposto essenziale è stato quello di non portare in scena quell’icona di Napoli che ai tempi d’oggi non avrebbe avuto senso ritrarre, così da lì a poco Gianfelice organizzò un’incontro con Pugliese con il quale la condivisione degli intenti fu immediata. Appena partito, il progetto raccolse subito consensi e curiosità, al punto che da una telefonata con Gianpiero Mirra fece seguito un’incontro dal quale subito nacque la felice decisione di realizzarlo insieme. È così che oggi mettiamo in scena L’oro di Napoli sperando che il pubblico possa condividere, recita dopo recita, la nostra gioia nel portarlo in scena. Valerio Santoro
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con Gianfelice Imparato, Luisa Ranieri e con Gianni Cannavacciuolo, Antonella Cioli, Giuseppe De Rosa Loredana Giordano, Renato Giordano, Antonio Milo, Lello Radice Giovanni Rienzo, Luigi e Davide Santoro, Valerio Santoro
Regia: Armando Pugliese
Compagnia: La Pirandelliana in coproduzione con Diana Or.I.S

Sogno di una notte d'estate

5 Febbraio 2011
21:00
6 Febbraio 2011
21:00
Questo spettacolo nacque come saggio di diploma degli allievi attori dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, da me diretto, nel giugno 2009. È stato ripreso al 52° Festival dei due mondi e nell’ambito del progetto Shakespeare in città organizzato dal Teatro Stabile delle Marche. Si tratta dunque di un gruppo di giovanissimi attori, alcuni dei quali anche musicisti, che affrontano, per la prima volta, l’esperienza di una Compagnia di teatro e di una tournée. Se per l’Accademia mi ero limitato a fare il regista, nello spettacolo che ora presentiamo vi partecipo anche come attore, recitando la parte del dramaturg della troupe degli artigiani. Al di là dell’enorme piacere che io provo a recitare, il mio ingresso nella Compagnia di questi giovanissimi attori è in realtà lo sviluppo naturale di un rapporto umano e professionale che, a partire dalle prime, dure prove del saggio, è cresciuto in maniera piuttosto felice e sorprendente. Ciò che ci unisce, scavalcando le generazioni, è il teatro: ossia la ricerca di quel rapporto attivo fra attori e spettatori, nell’immediatezza del qui e ora della rappresentazione, che solo il teatro ancora può far vivere. E trattandosi del Sogno di una notte d’estate, con la complicità divina di William Shakespeare. (Carlo Cecchi)
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di William Shakespeare
con Valentina Rosati, Gabriele Portoghese, Davide Giordano, Sofia Pulvirenti, Barbara Ronchi, Cecilia Zingaro
Regia: Carlo Cecchi
Compagnia: Teatro Stabile delle Marche

L'uomo, la bestia e la virtù

19 Marzo 2011
21:00
20 Marzo 2011
17:00
Accolta con perplessità al suo debutto, nel tempo la commedia di Pirandello si è imposta come una delle più rappresentate in Italia e nel mondo. Il farsesco tema trattato è ben rappresentato dal titolo in cui si individuano tre maschere, corrispondenti ad altrettanti “tipi” morali. La prima è quella dell’Uomo ovvero Paolino, professore privato che cela dietro il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella; quest’ultima è invece la Maschera della Virtù, pudica madre di famiglia abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente come il ritratto della Bestia. Commedia ad orologeria per eccellenza, L’uomo, la bestia e la virtù non si limita a passare al setaccio le convenzioni e le ipocrisie borghesi, ma riesce a rappresentare, in maniera più feroce che altrove nell’opera pirandelliana, il funereo, macabro, gioco dei ruoli che la società impone all’individuo quando ne orienta i comportamenti, gli istinti. È un apologo senza sconti, lucidissimo e violento, dove in scena assistiamo alla danza macabra di individui ridotti a fantocci, di identità violate che si stagliano agguerrite tre le pieghe multiformi dell’ipocrisia umana. Qui più che mai la maschera e il mascheramento preludono ad una festa senza festeggiati, ad un inquietante carnevale dove s’apparecchia il banchetto di una società crudele, erosa nelle sue prerogative morali, nella sua innocenza.
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con Ettore Colombo, Silvia Degrandi, Stefano Moretti
Regia: Antonio Mingarelli
Compagnia: Vocitinte

Le quattro stagioni

25 Marzo 2011
21:00
Dietro l’apparente quadro iconografico rappresentato dal susseguirsi delle”stagioni” con tutta la simbologia annessa,i suoi simboli atmosferici… si percepisce un significato molto profondo,meno visibile,ma che arriva a toccare piani molto vasti e meno soggettivi. Le “mie“ Quattro Stagioni abitano fuori e dentro una piccolo spazio, che si innalza, trascina e soffoca a momenti… ma che ripara, unisce, protegge… sembra una casetta, ma è una nave, un albero… un posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano, un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnova… e l’autunno, non solo foglie che cadono, la primavera, non solo fiori che spuntano… ma una natura dentro di noi, un rituale magico primordiale… un evento che si immagina ,poi si cerca di imitare, poi si cerca di impossessarsi del spirito stesso dell’evento. Gli eventi si evocano per diventarne parte integrante, partecipando al dramma della natura che muore... ma vedere un po’ più in là il seme della futura rinascita. Spellbound Dance Company vive questa avventura sprofondata nella terra e sul ramo più alto degli alberi… quando è sera si torna a casa. Mauro Astolfi
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Regia: Enzo Aronica
Compagnia: Spellbound Dance Company

Roman e il suo cucciolo

20 Aprile 2011
21:00
21 Aprile 2011
21:00
Sono già passati quattro anni dal mio debutto nella regia con La forza dell’abitudine di Thomas Bernard, cui hanno seguito due stagioni ricche di successi e riconoscimenti con La parola ai giurati di Reginald Rose. Mi accingo ora a mettere in scena un altro testo contemporaneo che negli anni ‘80 ottenne un grande successo a New York e che ebbe come protagonista Robert De Niro. Si tratta di Cuba & His Teddy Bear di Reinaldo Povod, un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l’umanità dei suoi personaggi, per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro paese, all’interno di una comunità rumena, dove confluiscono personaggi di altra radice etnica. Operazione che non tradisce il testo originale americano che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera.
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di Reinaldo Povod
con Alessandro Gassman e Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo Matteo Taranto, Natalia Lungu, Andrea Paolotti
Regia: Alessandro Gassman

La donna che sbatteva nelle porte

28 Aprile 2011
21:00
“La donna che sbatteva nelle porte” è un romanzo bellissimo e struggente, amaro e lieve che racconta la storia di Paula, una donna di 39 anni con già troppa vita alle spalle. Padre misogino e madre incapace di reagire, Paula già da adolescente ha voglia di fuggire da una famiglia che non la sa amare e da una scuola che la etichetta come una ragazzina stupida. Tutto cambia quando, qualche anno dopo Paula diventa la “signora” Spencer, la moglie di Charlo: Charlo, il bello del quartiere, sicuro, vincente, carismatico. Lui la fa sentire amata, rispettata, temuta. Charlo è la felicità, il sesso, la speranza, il riscatto. Poi arrivano i figli, Charlo perde il lavoro e la vicenda precipita nelle profondità di un dolore fisico e psicologico, dove lo sbattere la testa nelle porte diventa per Paula la metafora per nascondere la violenza subita dal marito. Così Charlo, poco alla volta, diventa l’inferno; Paula beve, ma i dottori non sanno o non vogliono curarla e, ipocriti, non vedono i lividi e le percosse. Narrato da Roddy Doyle con una sensibilità e una rara capacità di descrivere ed analizzare l’universo femminile (quasi una metamorfosi) il testo, trasformato in monologo, ideale per il talento e la pensosa leggerezza di Marina Massironi, è un viaggio duro ma vitalissimo in una vicenda potentemente contemporanea; un appassionante flash back narrato dalla protagonista di fronte al cadavere del marito, in una vicenda dove dramma, felicità e sorriso continuamente si intrecciano a disegnare un ritratto di donna difficile da dimenticare.
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di Roddy Doyle
con Marina Massironi
Regia: Giorgio Gallione
Compagnia: Teatro dell'Archivolto

Mi scappa da ridere

10 Maggio 2011
21:00
11 Maggio 2011
21:00
Che cosa è la risata? Uno sfogo, una reazione nervosa del nostro organismo? Una forma di timidezza, un segnale di debolezza, un indice di positività? Per Michelle Hunziker, la risata è anche un modo di comunicare. È una sua caratteristica che prorompe, nella vita reale come nel lavoro, non solo nei momenti giusti ma anche in quelli meno adatti, come situazioni drammatiche o malinconiche. La risata è il suo mantra, una formuletta magica, il bidibi bodibi bu che spalanca le porte del suo carattere e della sua comunicatività. Se esistesse una favola di Michelle Hunziker, comincerebbe certamente con una risata. Una risata così cristallina da scatenare un uragano, capace di trasportare lo spettatore in un mondo inatteso di aneddoti sorprendenti, dove nessuno - soprattutto lei - si prende mai sul serio. Esiste davvero una favola di Michelle? Lei, dal palco, ce la racconta e... chissà: potrebbe essere la sua vita vera, la sua infanzia, le sue passioni, i suoi principi azzurri. Oppure... no: è tutta invenzione, fantasia, immaginazione. Oppure è un mix di tutt'e due da cui può scoppiare uno show. In scena ci sarà una Michelle che si mette in gioco del tutto: in versione intimista, sexy, umoristica, invecchiata, ritoccata chirurgicamente e, come da inizio carriera... di schiena. E naturalmente anche cantante, ballerina e intrattenitrice. Un “One Woman Show” dal ritmo incalzante e dall'impianto visivo di grande fascino e novità, che lo rendono unico ed originale come l'artista intorno alla quale è stato costruito. Il supporto di mezzi tecnologici e visuali usati in modo narrativo ed interattivo, farà sì che Michelle sia accompagnata, ora dal vivo, ora in maniera creativo-virtuale, dal corpo di ballo, dall' orchestra, ma soprattutto da un intrigante personaggio critico e dissacratore, a metà fra il Grillo Parlante e lo Stregatto, impersonato da Michele Foresta alias Mister Forest. Tutto questo mentre spesso, a Michelle, scappa da ridere.
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di Riccardo Cassini, Francesco Freyrie Piero Guerrera, Michelle Hunziker e Giampiero Solari
con Michelle Hunziker
Regia: Giampiero Solari
Compagnia: BALLANDI Entertainment