Stagione 11-12
San Severino Marche - Teatro Feronia
Per informazioni e prenotazioni:

I biglietti potranno essere prenotati per telefono 0733-634369 il giorno antecedente lo spettacolo dalle ore 17 alle ore 20, lo stesso giorno dello spettacolo dalle ore 17 in poi.
Per le singole rappresentazioni ogni persona potrà acquistare fino a 6 biglietti.
La prenotazione telefonica deve essere confermata con il ritiro del biglietto il giorno dello spettacolo.


'Na vita tribbulata

Fuori Abbonamento
Stagione amatoriale
25 Marzo 2011
17:00
Commedia dialettale in due atti. Una storica commedia di Giuseppe Iori. La storia veramente “tribbulata” di una famiglia contadina che viene raggirata da affaristi del paese e si trova ad affrontare difficoltà apparentemente insormontabili...
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di Giuseppe Iori
Regia: Lauro Paciaroni
Compagnia: Gruppo Teatrale L\'Alternativa-Avis

Volare. Concerto a Domenico Modogno

12 Novembre 2011
21:00
« In una stazione radio del Michigan o dell'Indiana, chi si ricorda, arrivò un signore con il disco mio e lo mandò in onda: il giorno dopo si ebbero duemila telefonate di gente che voleva risentirlo. Lo rimandò in onda: il giorno appresso altre duemila telefonate. L'exploit di Volare nacque così. » (dal libro Domenico Modugno, 1981). Domenico Modugno è considerato il padre dei cantautori italiani e uno dei più prolifici artisti in generale, avendo scritto e inciso circa 230 canzoni, interpretato 38 film per il cinema, e 7 per la televisione, recitato in 13 spettacoli tearali condotto alcuni programmi televisivi. È molto noto al grande pubblico per le sue quattro vittorie al Festival della Canzone di Sanremo in particolar modo per quella del 1958 con la canzone "Nel blu dipinto di blu" scritta con Franco Migliacci e universalmente nota come Volare, destinata a diventare una delle più conosciute canzoni italiane nel mondo.
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con Gennaro Cannavacciuolo
Regia: Marco Mete e Gennaro Cannavacciuolo
Compagnia: Gennaro Cannavacciuolo e il trio Bugatti

Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria

8 Gennaio 2012
17:00
Introdotto da Antonio Audino giornalista di RadioRAI e il Sole 24 ore. Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni. Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava.Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale.Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.
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con e di Saverio La Ruina

Questi fantasmi

17 Gennaio 2012
21:00
Questi fantasmi è una delle commedie di Eduardo De Filippo che più hanno saputo raccogliere un eccezionale successo di pubblico: la ragione di tale successo va ricercata probabilmente nella caratteristica principale di Questi fantasmi: la presenza nella commedia sia di un lato tragico, sia di un lato comico, in perfetto connubio tra loro; si tratta di una commedia amara, triste ma che, al tempo stesso, presenta numerose scene che strappano più di una risata. Eduardo s'ispirò per la sua realizzazione a un fatto di cui fu protagonista suo padre, Eduardo Scarpetta. Racconta infatti quest'ultimo che la sua famiglia, in ristrettezze economiche, fu costretta a lasciare la propria abitazione da un giorno all'altro (ovviamente era un quattro di maggio...). Il padre riuscì a trovare in poco tempo una nuova sistemazione, all'apparenza eccezionale, in rapporto al pigione ridottissimo da pagare. Dopo alcuni giorni si chiarì il mistero: la casa era frequentata da un "monaciello", che faceva sentire la sua presenza in particolare alla mamma di Eduardo Scarpetta; ovviamente la signora costrinse immediatamente il marito a un nuovo trasloco per scappare dall'impertinente "monaciello".
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di Eduardo De Filippo
con Carlo Giuffrè, Piero Pepe, Rosaria Carli, Claudio Veneziano
Regia: Carlo Giuffrè

L'uomo, la bestia e la virtù

18 Febbraio 2012
21:00
Il professor Paolino (l’Uomo), dopo aver messo incinta la Signora Perella (la Virtù) durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio (la Bestia), fa preparare una torta afrodisiaca affinché quest’ultimo compia il proprio dovere coniugale, salvando così la faccia. In un mondo dove l’uomo e la virtù ne escono sconfitti, è legittimo domandarsi: chi è la bestia? Trasposizione negli anni 50 di un classico della commedia brillante pirandelliana. Divertente, ironica, capace di far pensare.
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di Luigi Pirandello
con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella
Regia: Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Due di noi

3 Marzo 2012
21:00
Questa commedia fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970 e costituì l'esordio teatrale di Michael Frayn, autore allora sconosciuto, che solo una decina d'anni dopo sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di “Rumori fuori scena”. “Due di noi” è il titolo che racchiude tre atti unici, concepiti per essere recitati da un'unica coppia d'attori, che raccontano di tre emblematiche e paradossali situazioni matrimoniali. Nella prima, un marito e una moglie, entrambi col sistema nervoso logorato da un pargoletto insonne e urlante, tornano in vacanza a Venezia nella stessa camera d'albergo dove avevano trascorso la luna di miele. Il confronto passato/presente è inevitabilmente comico, tenero, con una punta d'amarezza. Nella seconda la comunicazione di coppia è praticamente azzerata: la moglie sopperisce dialogando in modo surreale con il piede del marito, l'unica parte del corpo che ne tradisce qualche sprazzo emotivo, ad onta della sua ostentata e glaciale indifferenza. L'ultima situazione consiste in un vero e proprio virtuosismo drammaturgico e attorale: marito e moglie si ritrovano a dover gestire una cena alla quale hanno invitato, per errore, una coppia di amici da poco separati e il nuovo boyfriend di lei. Qui il meccanismo comico, spinto al limite della farsa, è potenziato dal fatto che gli stessi due attori, grazie ad un diabolico meccanismo di entrate, uscite e travestimenti, si trovano ad interpretare ben cinque ruoli diversi, dando vita ad un vorticoso crescendo di equivoci fino al paradosso finale. Sono passati ormai quarant'anni da quel felice esordio, ma la freschezza di queste piccole pièces è rimasta intatta, a riprova del loro valore teatrale e del talento dell’autore. Al servizio di questa varietà di ruoli saranno la verve e la simpatia di due bravi e popolari attori come Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi diretti da Leo Muscato capace di soluzioni registiche di grande inventiva.
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di Michael Frayn
con Lunetta Savino e Emilio Solfrizzi
Regia: Leo Muscato

Natale a casa de sor Ansermo

Fuori Abbonamento
Stagione amatoriale
11 Marzo 2012
17:00
Bella la trama, esilaranti le situazioni che si succedono a ritmo serrato, condito da colpi di scena che rendono lo spettacolo a volte a tinte grigie a volte divertente ed ironico. A distanza di 14 anni viene riproposta questa commedia di Amedeo Gubinelli, scritta nel 1978 e solo in parte ispirata alla celebre commedia di Eduardo De Filippo Natale a casa Cupiello. I due lavori hanno in comune la passione per il presepio dei due protagonisti, la "contesa" tra due coniugi ormai anziani soprattutto nel loro rapporto con i figli. Ben presto però le due commedie prendono strade diverse: quella di Eduardo si caratterizza per il clima urbano e per l'ambientazione tipicamente napoletana della storia, per una straordinaria mescolanza tra ironia e sentimento tragico della vita; quella di Gubinelli rimane fedele all'ambiente contadino marchigiano, ai suoi valori e alle sue tradizioni che fanno della famiglia il baricentro e il punto di riferimento di qualsiasi avvenimento. Siamo di fronte a una storia che, dopo diverse disavventure tragi-comiche, si chiude con un rasserenante lieto fine senza tradire quel teatro dei sentimenti, ma anche della satira di costume proprio dell'opera scenica del nostro autore. La vicenda si svolge dall'alba alla mezzanotte del 24 dicembre ambientata in una camera da letto e una cucina. Sono stati in parte contenuti gli elementi comici per dare maggiore spessore umano alla vicenda e per meglio evidenziare i suoi valori di fondo: l'unità della famiglia, la paternità e la maternità, la volontà e la capacità di affrontare le difficoltà della vita, la speranza in giorni migliori, sottolineata anche dal finale della commedia posto come sigla di fiducia e di fede nella vita. Si è ritenuto opportuno e più funzionale alla messa in scena conservare la collocazione storica della precedente edizione legata al particolare clima della Grande Guerra, per cui quello che si vive in casa di Sor Ansermo è il Natale di guerra del 1916, come ricorda un celebre manifesto di propaganda bellica presente nella grande cucina, dove non si rinuncia però a celebrare il tradizionale "rito" della tombola. L'essere già partiti per il fronte o la possibilità di dover partire entro breve tempo aleggia come una concreta minaccia sulle vicende della famiglia, rendendo più umane e quindi più credibili le "tragedie" e le "smanie" che punteggiano questa giornata così particolare, durante la quale si vivono momenti quasi drammatici che si tenta di esorcizzare con le pratiche propiziatorie di una "strolleca". Nello stesso tempo sono rimasti ed anzi sono stati valorizzati i personaggi di Zia 'Ngilina e di Paci, ai quali tocca il compito di svolgere una funzione equilibratrice, dando un tocco di comicità alla vicenda, affiancati a volte dallo stesso Ansermo che non rinuncia al gusto della battuta ironica. l'elemento simbolico-religioso è messo in evidenza da quadri che hanno per soggetto la Natività e da alcuni canti legati alla tradizione natalizia, mentre la minacciosa incombenza della guerra viene sottolineata dalla presenza di canzoni e di immagini storiche riguardanti il primo conflitto mondiale, costituendo un insieme di elementi utili ad evidenziare e commentare i principali momenti di questa vicenda. Alberto Pellegrino
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di A. Gubinelli
Regia: Alberto Pellegrino
Compagnia: Teatroclub A.Gubinelli – S.Severino Marche