Stagione 12-13
Camerino - Teatro Filippo Marchetti
Per informazioni e prenotazioni:

I biglietti potranno essere prenotati per telefono allo 0737- 636041 oppure on-line nei due giorni antecedenti quello dello spettacolo, esclusi i festivi con orario 17/19 e nel giorno dello spettacolo con orario 18/21. La prenotazione telefonica o on line deve essere confermata con il ritiro del biglietto entro le ore 19,00 del giorno dello spettacolo.


La Praivasi

Stagione amatoriale
31 Ottobre 2012
21:15
Mercoledì 31 ottobre alle ore 21,15 al cineteatro “Ugo Betti" di Camerino le Dieci Donne Mamme Matte presentano la loro ultima commedia dialettale “La Praivasi”. Come di consueto parte dell’incasso sarà devoluto in beneficenza e in particolare verrà dato alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Camerino che ha raggiunto il lodevole traguardo dei 150 anni di attività. Sul palcoscenico i pazienti Francesco Mariotti, Paolo Romagnoli e Mauro Sebastiani accompagnato dalla moglie per finzione Mimmi Panfili, il personale medico e paramedico Donatella Pazzelli, Loredana Ottavini, Daniela Calcinelli e la donna delle pulizie Adriana Marucci che, con la regia di Alberto Pepe, racconteranno cosa potrebbe accadere in un reparto di chirurgia quanto, per tutelare il tanto nominato diritto alla riservatezza – la cd. privacy – ciascuno perde la propria identità.
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con Francesco Mariotti, Paolo Romagnoli, Mauro Sebastiani,Donatella Pazzelli, Loredana Ottavini, Daniela Calcinelli
Regia: Alberto Pepe
Compagnia: Diecidonnemammematte

A piedi nudi nel parco

21 Novembre 2012
21:15

La commedia di Neil Simon - maestro per eccellenza del genere, uno dei più rappresentati commediografi viventi - da cui è stato tratto l'omonimo film del 1967 interpretato da Robert Redford e Jane Fonda, racconta la storia di Paul e Corie Bratter, una coppia di sposi freschi di matrimonio e reduci da un'appassionata luna di miele trascorsa tra le lussuose pareti dell'Hotel Plaza di New York. La loro vita coniugale inizia con il sospirato ingresso nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento all'ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. La scomoda sistemazione dei due sposini e la presenza nelle loro vite di altri due straordinari personaggi come la signora Ethel Banks, madre di Corie, e il signor Velasco, eccentrico inquilino della mansarda sopra l'appartamento della coppia, bastano a mettere a dura prova la loro serenità matrimoniale e, in particolare, fanno emergere le loro differenze caratteriali: Paul è serio, giudizioso, prudente, tanto quanto Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l'uno è prevedibile e convenzionale quanto l'altra è imprevedibile e spudorata. In una serata a quattro vengono ben presto a crearsi eccentriche alleanze: Corie e Velasco s'intendono alla perfezione mentre Ethel e Paul subiscono le stravaganze dei loro ‘antagonisti'. E, come spesso accade, i folli e gli incassatori finiscono per compensarsi e rimettere il bilancio della vita in pari.Le storie e i personaggi che si incontrano e si scontrano sono esempi di vita vissuta raccontati con battute irresistibili, episodi spassosi ed una spiritosa deformazione dell'attualità, in una lucida disamina della nevrosi dell'uomo contemporaneo, solo e fragile nella gestione dei rapporti che lo circondano. La scena, bianca e realistica, chiude i personaggi nella stretta dei rapporti di coppia mettendo in luce le differenze dei neo-sposi e le difficoltà coniugali. L'attualità del testo offre terreno fertile alla recitazione schietta e dinamica dei protagonisti: attori di questa nuova edizione sono Stefano Artissunch nel ruolo del giovane avvocato Paul Bratter e Gaia De Laurentiis nel ruolo della peperina Corie, affiancati da interpreti eccellenti come Valeria Ciangottini nel ruolo di Ethel madre di Corie e Libero Sansavini nel ruolo di Velasco.
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di Neil Simon
con Valeria Ciangottini, Gaia De Laurentiis, Stefano Artissunch, Libero Sansavini, Federico Fioresi
Regia: Stefano Artissunch

La bella e la bestia

2 Dicembre 2012
21:15

La Bella e la Bestia. Incantevole favola che racconta la storia di un principe viziato, egoista e cattivo che, incapace di amare, viene colpito dall'incantesimo di una bellissima fata che lo trasforma in una orrenda bestia. Se al compimento del ventunesimo anno di età non avrà imparato ad amare e a farsi riamare a sua volta, il principe sarà costretto a rimanere una bestia per sempre. Ma un giorno incontra Belle, una giovane ragazza del villaggio, che saprà conquistare il suo cuore. La Bestia saprà farsi amare da lei? Riuscirà a farla innamorare, nonostante il suo aspetto deforme? La storia verrà ballata e recitata con momenti di grande divertimento e commozione. Sulla scena ci saranno i protagonisti della favola; Lumière, Mrs. Brick e Tokin che fanno di tutto per far nascere l'amore tra Belle e la Bestia. Questi ultimi, oltre a dover fare i conti con il tremendo incantesimo, saranno ostacolati da un bello ed arrogante Gastone che cercherà, con modi tutt'altro che romantici, di conquistare Belle. La ragazza, affidandosi ai suoi stravaganti compagni di avventura, darà prova di grande coraggio e saprà farsi amare da tutti. L'Associazione Progetto Danza presenta una originale messa in scena di un balletto in prosa, dove la danza si alterna e si sviluppa con momenti di divertente recitazione, offrendo uno spettacolo adatto ai bambini, ai giovani e ai meno giovani per trascorrere insieme magici momenti in un castello incantato!
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Regia: Roberto Cetriolo
Compagnia: Associazione Progetto Danza

Tête à Tête passioni stonate

16 Dicembre 2012
17:00

Regina delle fiction Rai, conduttrice televisiva di successo, Veronica Pivetti dimostra in questo spettacolo la sua straordinaria versatilità. Musica e teatro si intrecciano per raccontare i guai del cuore, fra minuscoli monologhi e canzoni scapigliate. Parole cantate, strofe parlate, sentimenti bisbigliati, arringhe appassionate sono gli ingredienti di questa conversazione musicale sull'amore, dove si ride commuovendosi al ritmo di baci e ceffoni.

Non sparate sul pianista, non è colpa sua! Le uniche note stonate in questo concerto le ha messe l'amore. Che vengano da un postribolo, dal Paradiso, da un vicolo oscuro, dallo splendore hollywoodiano, da un letto sfatto o dal cabaret milanese, le passioni stonate di questo Tête á Tête raccontano tutte la stessa cosa: i guai del cuore. Amore? Odio? Da Biancaneve a Kurt Weill, da Jannacci a Doris Day, passando per via Broletto (al numero 34), con l'aggiunta di qualche grammo di romanità spalmata tra Gershwin e Nilla Pizzi, il dissonante pasticcio amoroso è completo. Tête á Tête passioni stonate è un luogo in cui l'amore imperversa fra monologhi minuscoli e canzoni scapigliate. E qui, cuore fa rima con furore.


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di Giovanna Gra
con Veronica Pivetti [voce] Alessandro Nidi [pianoforte]
Compagnia: Parmaconcerti

Il discorso del re

14 Gennaio 2013
21:15

Ambientata in una Londra a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, Il discorso del Re è una bellissima storia sul senso di responsabilità e sulla dignità del ruolo, anche quando tale ruolo non sia atteso né desiderato, sulla solidarietà familiare e sulla forza di volontà che permette di superare ostacoli apparentemente insormontabili. Sempre in perfetto equilibrio tra toni drammatici e leggerezze, pervaso di un'avvincente empatia umana, Il discorso del Re è un capolavoro dello sceneggiatore David Seidler nato per il teatro ma trasformato, nel 2010, in una pluripremiata pellicola diretta da Tom Hooper. Dopo aver portato in scena Il Gattopardo, ho sentito il bisogno di approfondire la capacità del teatro nell'interpretare e rappresentare la società. [...] Ha ispirato la mia riflessione un ritorno a Shakespeare, a quel 1603 che segna una svolta storica per il teatro inglese; salito al trono, Giacomo I promuove un nuovo impulso delle arti sceniche, avocando a sé la migliore compagnia dell'epoca. A Giacomo I Shakespeare dedica alcune delle sue opere maggiori, scritte per l'ascesa al trono del sovrano scozzese, come Otello, Re Lear e Macbeth. [...] Le trame di queste opere fanno spesso perno su errori fatali, che sovvertono l'ordine e distruggono l'eroe e i suoi cari. [...] Ciò a cui si dà maggiore importanza è l'esperienza catartica dell'azione scenica, piuttosto che la sua conclusione. Il salto al secolo scorso e alla nostra storia recente è possibile grazie all'opera di David Seidler. Il discorso del Re per me si inserisce in questo filone dove il teatro resta soprattutto un inno alla voce e all'importanza delle parole. [...] Tutta la vicenda è costituita da una incessante partitura dialettica che ricorda la necessità di adoperare le giuste parole da parte del potere e forse proprio in questa epoca storica è una lezione che andrebbe ripetuta sovente, anche perché una storia acquista maggior valore se tramandata ai posteri attraverso un persuasivo impianto oratorio. Luca Barbareschi
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di David Seidler
con Luca Barbareschi, Filippo Dini, Astrid Meloni, Chiara Claudi, Roberto Mantovani, Ruggero Cara, Mauro Santopietro, Giancarlo Previati
Regia: Luca Barbareschi
Compagnia: Casanova Multimedia

Hedda Gabler soundtrack of a death

26 Gennaio 2013
21:15

A causa di un imprevisto problema dell'attrice protagonista lo spettacolo "Hedda Gabler" è ANNULLATO.

Così glam, così assolutamente anticonvenzionale. Tanto bianca, quanto nera. Tanto pura, quanto perversa. Alla ricerca di una perfezione inarrivabile, di un'idea di bello quasi iperuranica. Hedda Gabler è un personaggio da tragedia greca, così forte in ogni espressione di sé, nel dolore, nell'indolenza, nel finto piacere. Un animo dominato dalla frustrazione delle ambizioni negate, che non scende a compromessi. Perché la vita, per Hedda, è un'opera d'arte. E l'arte è arte. O non è niente. Intorno a lei girano personaggi meschini o mediocri: mediocri come Tesman che non è all'altezza della donna che ha sposato, che è troppo semplice per capire il suo bisogno di amore incondizionato e la sua solitudine; come Tea, una ‘donnina' rispetto ad Hedda ma «capace di tenere un destino in mano» e per questo odiata dalla protagonista.Meschini come il giudice Brack, pronto al ricatto pur di raggiungere i suoi scopi. E poi c'è l'anima tormentata. Dalla passione, dalla consapevolezza di essere soltanto umano. L'unico uomo adatto ad Hedda, capace di sprigionare in lei emozioni e per questo destinato all'infelicità, Lovborg. Forte nel rialzarsi e deciso di nuovo a cadere. Resta allo spettatore, invece, decodificare il ruolo affidato a Maria Grazia Mazzocchi: l'anima nera, l'eros, la tentazione quasi sfacciata che si contrappone alla purezza da infanzia rubata ma mai conclusa di Hedda. Personaggi che ruotano intorno ad una scena algida, fatta dell'opacità del bianco e dello splendore, del riflesso dei neri.Dove è la luce a dettare le regole del gioco, dell'oblio nell'ombra, della dinamicità del ricordo nella luce. Dietro questo specchio dove vengono riflesse le emozioni umane c'è lo scenografo Pietro Cardarelli. Una scena dove tutto è scandito dal ritmo della musica, colonna sonora di una morte, come recita il sottotitolo dello spettacolo: la musica che accompagna i pensieri, che blocca come in un fermo immagine l'accavallarsi dei sentimenti e dei gesti, che spezza la tensione di un abbraccio.
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con Elisa Maestri,Maria Grazia Mazzocchi, Mario Gricinella,Marco Armillei, Pino Presciutti, Chiara Mancini
Regia: Alessandro Marinelli
Compagnia: Laboratorio Minimo Teatro

Il misantropo

19 Febbraio 2013
21:15

Vocitinte fa parte di Matilde. Piattaforma regionale per la nuova scena marchigiana un progetto di Regione Marche / Assessorato alla Cultura e AMAT

Il misantropo è una testimonianza autentica, personale e profonda del Molière uomo e poeta. L'opera affronta impietosamente i temi essenziali del vivere: il rapporto con gli altri, con la società, con il mondo, con la donna amata. L'esigenza di assoluto di Alceste, il giovane protagonista nemico dei compromessi e dei capricci dell'alta società, si scontra non soltanto con le ipocrisie e i vizi, ma anche con le debolezze innocenti, con i necessari galatei del convivere. È questo soprattutto a dare al personaggio quella complessa e indefinibile ambiguità che si realizza sulla scena in una varietà interpretativa con pochi riscontri nel teatro di tutti i tempi. Come noto, Molière ebbe il coraggio di iniziare un nuovo genere di teatro, che descriveva senza veli i costumi del suo tempo. I suoi personaggi, presi dalla vita di tutti i giorni, erano avari, sciocchi, ipocriti scaltri, misantropi, ma tutti avevano in comune un pregio: erano vivi, veri e, per di più, comici. Sembrerebbe che il Duca di Montasieur, precettore del Delfino di Francia, avesse minacciato Molière di bastonarlo per averlo preso a modello come l'Alceste, protagonista de Il misantropo salvo poi a cambiare idea e ringraziarlo dell'onore concessogli. Sin dal loro primo apparire sulle scene, le commedie di Molière piacquero al pubblico proprio per la novità che rappresentavano anche se, come nel caso citato, egli raramente inventava trame e soggetti originali, sfruttando piuttosto il patrimonio di autori vissuti prima di lui. La sua grandezza è quella di far diventare le storie comuni storie universali, valide per ogni epoca e località.
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di Molière
con Lino Musella
Regia: Antonio Mingarelli
Compagnia: Vocitinte

Giulietta e Romeo l’amore continua ...

14 Marzo 2013
21:15

"Abbiamo immaginato di dare a Giulietta e Romeo la possibilità di ‘rifarsi' e di ‘rivivere' in una condizione ultraterrena la loro contrastata e sventurata storia d'amore. La nostra proposta - scrivono gli autori di questo spettacolo - esalta gli stati d'animo dei due protagonisti in relazione ai loro gesti e alle loro scelte. Si alternano così in scena momenti individuali, sensuali passi a due a cui seguono scene collettive talvolta estremamente dilatate, altre volte al contrario assai concitate attraverso ritmi energici ed ossessivi". Lo stile di RBR DANCECOMPANY si distingue per la cifra contemporanea dalle reminiscenze classiche: gestualità inedite e soluzioni coreografiche esaltano le emozioni valorizzando i dettagli. Tale stile eclettico, attraverso una elegante e sensuale fisicità, sfrutta sonorità inedite creando una magica atmosfera poetica. La versatilità musicale di Zoccatelli segue severi percorsi drammaturgici, creando differenti risultati estetici votati ad una esplicita forza comunicativa, arricchita da orchestrazioni attente alle sfumature di immagini ed emozioni. Una ulteriore novità riguarda la duplice presenza di musicisti in scena, con il compito di partecipare alla corporeità collettiva del gruppo danzante e nello stesso tempo di introdurre, in uno spettacolo coreografico, il simbolo visibile di una voce strumentale, il violino, ombra dei corpi cha danzano e cassa di risonanza delle emozioni vissute dai personaggi nelle diverse trame narrative. Il tutto è arricchito dai preziosi costumi pensati e realizzati da Renato Gastaldelli e Cristina Ledri, dai sapienti e spettacolari effetti luce a cura di Andrea Grussu e dalle pertinenti e significative immagini che accompagnano lo spettacolo.
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Compagnia: RBR Dance Company

Come tu mi vuoi

19 Aprile 2013
21:15

Ispirato a una celebre vicenda giudiziaria (il caso Canella-Bruneri che tenne gli animi sospesi sulla vera identità della persona) il testo ripercorre le vicende di un personaggio enigmatico di cui all'inizio non si conosce il nome, l'Ignota: ballerina nella Berlino nel dopoguerra, femme fatale mondana contesa tra l'amante Carl Salter col quale vive e l'italiano Bruno Pieri che ritrova in essa Lucia, la moglie scomparsa da tempo. Lucrezia Lante Della Rovere si cimenta con questo personaggio ricco di contraddizioni e sfumature, portato in scena, da Marta Abba in poi, da interpreti straordinarie, in teatro come al cinema. Una vera e propria sfida per un'attrice che ama confrontarsi con storie complesse, rivelando ogni volta una straordinaria capacità nel dare corpo, cuore e passione alle donne che sceglie di interpretare. Al centro di questa opera, come in tutte quelle di Pirandello, c'è sempre questa ricerca spasmodica dell'identità. La ricerca della propria identità è un tema molto legato a questo periodo storico, dove la ricerca non avviene dentro, ma fuori, nel riflesso degli occhi dell'altro. Pian piano si diventa quel riflesso, che ci allontana sempre di più dal proprio sé, si diventa altro da sé, si diventa quello che gli altri hanno deciso:"Non ci sono prove contrarie che tengono quando si vuol credere in quello che si vuol credere". Così parte questo gioco al massacro da parte della protagonista che è pronta ad essere ‘come tu mi vuoi' ma con autenticità, con verità. Raccontare tutto questo con il teatro, dove la verità non esiste ma dove tutto deve essere estremamente autentico, per poter far risuonare lo scricchiolio dell'anima dei personaggi. La mia lettura si fonda esattamente su questa ricerca delirante dell'autenticità, che per poterla trovare bisognerà perdersi nei tunnel oscuri della memoria. La memoria del sentire e non quella dei fatti, delle prove. L'Ignota nel suo tentativo di essere ‘come tu mi vuoi' prova a cercare la propria identità nella logica razionale, ma non trova nulla, perchè non riesce a fingere al suo sentire; così porta al rovesciamento del reale all'irreale facendo cadere tutti nel burrone della follia. Solo tra le pieghe della follia si riesce a sentire un lontano odore di autenticità. Vivere della propria fantasia e non della propria storia! Francesco Zecca
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di Luigi Pirandello
con Lucrezia Lante Della Rovere, Crescenza Guarnieri,Totò Onnis, Raffaello Lombardo, Arcangelo Iannace, Andrea Gherpelli, Emilia Verginelli
Regia: Francesco Zecca