Stagione 10-11
Camerino - Teatro Filippo Marchetti
Per informazioni e prenotazioni:

I biglietti potranno essere prenotati per telefono allo 0737- 636041 oppure on-line nei due giorni antecedenti quello dello spettacolo, esclusi i festivi con orario 17/19 e nel giorno dello spettacolo con orario 18/21. La prenotazione telefonica o on line deve essere confermata con il ritiro del biglietto entro le ore 19,00 del giorno dello spettacolo.


la signorina Papillon

19 Novembre 2010
21:00
Certo, la signorina Rose Papillon è un tipo alquanto particolare: dolce, (apparentemente) indifesa, sognatrice ma non priva di una sua forte personalità. E che si è costruita un mondo, dove d’altra parte vive: il suo giardino. Tra rose che nascono, crescono, “si spampanano” e muoiono. Farfalle e farfalline che doviziosamente la signorina infilza… e addirittura un pappagallo morto ed impagliato che però conosceva tutto Mallarmè a memoria. Questo è il mondo della signorina Papillon: incantato, quasi sospeso nello spazio e nel tempo, universale. E surreale: come d’altra parte il linguaggio dell’opera teatrale di Stefano Benni.alla nostra eroina, che parla, sogna, discetta nel suo mondo incantato, nel bozzolo protetto della tranquilla vita nel suo giardino, quasi un’oasi di purezza incontaminata. Lontano dai pericoli del mondo: ma molto più vicino ad essi di quanto non si possa pensare. Specialmente quando irrompono tra le magnolie, i bombi e le farfalle alcuni inquietanti personaggi, che in una dimensione di sogno – dietro il quale ben ravvisabile si nasconde l’incubo – paiono irrompere nella vita di Rose per portare scompiglio e tentazione, come per trascinarla via da lì. Ecco Armand, sergente di una loggia simil-massonica, il sedicente poeta Millet travestito da giardiniere e la spregiudicata e civettuola cugina Marie Luise, talmente ambigua che con il corpo scosso dai singhiozzi sembra piangere e suscita la tenera sollecitudine dell’altra, mentre invece ride sarcasticamente chiamando “bietola” la fata del giardino incantato, rinfacciandole di non avere nessuna delle caratteristiche che la adattino alla vita della meravigliosa Parigi, dalla erre moscia alll’eleganza: perché Parigi non è un moscio giardino dove niente accade, ma una città viva e pulsante, ricca di movimento. Dove tutto succede, compreso l’inganno e il delitto. Ma sarà davvero Parigi questa città?
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di Stefani Benni
Regia: Fabio Campetella
Compagnia: Compagnia Filarmonico Drammatica

Col piede giusto

8 Dicembre 2010
21:00
Appena eletto al Parlamento, Bruno, con la sua macchina di grossa cilindrata torna a casa dalla bellissima moglie per festeggiare la nomina. Piove, è buio, la strada, fuori mano, è deserta ma Bruno è alticcio e quando, all'improvviso, un uomo attraversa la strada lo schianto è inevitabile. Bruno, preso dal panico, fugge lasciando il poveretto riverso sul ciglio della strada. Tempo dopo, colto dai sensi di colpa, cercherà la vedova dell'ucciso per offrirle un risarcimento, ma resterà lui stesso vittima di ricatti e raggiri abilmente orditi dal suo avvocato e migliore amico che da tempo mira a conquistare Anna sua moglie e figlia di un potente senatore della Repubblica. Angelo Longoni, autore del testo, si dimostra ancora una volta, drammaturgo efficace ed attento osservatore di un'attualità inquietante. COL PIEDE GIUSTO è infatti una graffiante e cinica commedia che guarda con occhio disincantato i vizi e le debolezze di una società in cui valori, dignità ed onestà sono solo parole, una società in cui non solo la classe dirigente si pone al di sopra di ogni legalità e di scrupolo morale ma anche la classe più debole cerca di trarre ogni vantaggio possibile anche da un evento moralmente ed umanamente imperdonabile. Il testo usa un linguaggio diretto e disarmante che mette impietosamente a nudo le anime dei protagonisti e anche quando indulge nella battuta comica, strappa, comunque, sorrisi dal retrogusto amaro. La vicenda dipinge un quadro drammaticamente attuale, quello d'una società in cui ha la meglio il più forte, colui che gioca sporco grazie all'appoggio di amici potenti, una società in cui tutto è negoziabile, tutto ha un prezzo. In questo quadro, tuttavia, non ci sono vincitori, ma solo sopravvissuti, sopravvissuti al senso di colpa, al tradimento, alla perdita della dignità e della posizione sociale. “COL PIEDE GIUSTO” fa del cinismo il suo campo d’indagine principale, affrontando l’argomento con i toni tipici della più corrosiva commedia all’italiana. (Ilda Ippoliti)
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di Angelo Longoni
con Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey

Italiani si nasce e noi lo nacquimo

20 Dicembre 2010
21:00
Italiani si nasce… e noi lo nacquimo, parafrasando il grande Totò, è una carrellata di personaggi storici che sfilano in una piazza che ci ricorda il famoso dipinto del 1924 ‘Piazza D’Italia’ di De Chirico, al centro della quale però si trovano ben due statue: Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. In questa gradevole scenografia evocativa si vuole festeggiare il 150° anniversario dell’unità nazionale. Gli attori però si ribellano al copione retorico preparato dal politico di turno e si lanciano in una rievocazione degli italiani della storia, prendendola molto alla lontana, addirittura da Adamo ed Eva, all’occasione dichiarati cittadini onorari dello stivale. Si procede nell’antica Roma dove Solenghi e Micheli diventano due cristiani condannati ad essere sbranati nel Colosseo e che poi si ritrovano santi in paradiso. La galleria prosegue con Leonardo da Vinci, Cristoforo Colombo, Giacomo Casanova per finire con il poeta Leopardi. Ogni personaggio evocato è lo spunto per le gags dei due comici come quello del tradimento di Eva con l’uomo di Neanderthal , o del manager milanese che propone lottizzazioni dell’America appena scoperta. Gli intermezzi fra gli sketch sono animati da barzellette sceneggiate. Le parti musicali sono un’occasione di dilettevole intrattenimento accennate a Conte o Lauzi. Verso la fine, quando Garibaldi/Solenghi e Vittorio Emanuele /Micheli si ‘inoltrano’ nell’attuale società, il varietà decolla, mettendo in scena una satira di costume che prende di mira l’insulsa e incolta televisione che boccia Giacomo Leopardi ad un concorso per giovani talenti e ingaggia i due personaggi storici per promozioni pubblicitarie e televendite.
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di Maurizio Micheli e Tullio Solenghi
con Maurizio Micheli e Tullio Solenghi
Regia: Marcello Cotugno
Compagnia: La Contrada - Teatro Stabile di Trieste

Arsenico e vecchi merletti

Fuori Abbonamento
21 Gennaio 2011
21:15
Due vecchie pazzerelle fanno opere caritatevoli con vino di sambuco all'arsenico. Un fratello demente le aiuta a seppellire i cadaveri. Un classico della commedia nera. Così il testo teatrale (di Joseph Kesselring, 1941) riesce a diventare uno spettacolo di irresistibile dinamismo e di buffonesca ilarità.
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di Joseph Kesserling
Regia: Sabrina Conocchioli
Compagnia: All’Improvviso

Acqua alta, alla ricerca del tappo del mondo

Teatro per Ragazzi
6 Febbraio 2011
17:00
genere: teatro d’attore, teatro comico, interazione con il pubblico età consigliata: a partire dai 5 anni
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Compagnia: Eventi Culturali / Teatri Comunicanti

Medea

10 Febbraio 2011
21:15
Medea (Μήδεια, Mèdeia) è il titolo di una tragedia greca messa in scena da Euripide nel 431 a.C.. La tetralogia tragica di cui faceva parte comprendeva anche le perdute Filottete e Ditti, oltre che il dramma satiresco I mietitori. Le fonti raccontano che Euripide si classificò solo terzo all'agone tragico delle Grandi Dionisie, dietro Sofocle, vincitore, ed Euforione, figlio di Eschilo. La tragedia di Euripide narra la dolorosa storia di Medea, donna che ha abbandonato la patria, dopo aver ucciso il fratello, per seguire Giasone, uomo di cui lei si innamora perdutamente fin dall’inizio. Il racconto inizia con un intervento della Nutrice, la quale riassume gli antefatti della vicenda narrata: Giasone, il principale degli Argonauti, deve compiere una missione che per essere portata a termine, però, necessita dell’aiuto de Medea; questa si innamora del ragazzo e con lui, una volta sposati, si trasferisce a Corinto dove darà al marito due figli. La vicenda vera e propria, tuttavia, si apre con la descrizione della disperazione di Medea, avvilita perché Giasone l’ha abbandonata per unirsi in matrimonio con la figlia del re della città, Creonte. Si apre così un’alternanza di posizioni e battute dei due protagonisti che si scontrano più che altro a livello verbale. Vista la pericolosità di vendicare l’offesa, Creonte la scaccia da Atene, ma ella, con la scusa di non avere immediatamente una sistemazione fuori Corinto, riesce a posticipare di un giorno l’esilio: è proprio in questo arco di tempo che la donna vendica, attraverso i suoi magici poteri, l’oltraggio, uccidendo prima Creonte e la figlia per mezzo di doni avvelenati, e poi i figli per recar dolore al marito. La tragedia termina appunto con lo scontroso dialogo tra Giasone e Medea, la quale è in procinto di partire per la Reggia gi Egeo ad Atene dove potrà trovare una sistemazione.
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con PAMELA VILLORESI, DAVID SEBASTI
Regia: Maurizio Panici
Compagnia: Argot

RHYTH.MIX

25 Febbraio 2011
21:15
Rhyth.Mix, uno spettacolo tutto al femminile, in cui ritmo, sincronismo, bellezza ed eleganza sono estetizzati in una perfetta armonia di tecnica e danza, di musica e colori. Un nuovo spettacolo in cui sport e danza si incontrano per dar vita a una nuova creazione visiva ed emozionale unica al mondo. Nell’ambito della ginnastica ritmica, il Team della Nazionale Italiana ha raggiunto, negli ultimi anni, traguardi internazionali altissimi. Parte da qui l’idea di realizzare uno spettacolo in cui l’eleganza e la femminilità di corpi perfetti, allenati a sostenere ed eseguire i movimenti più estremi con stupefacente armonia ed espressività, diventano musa per una creatività visiva originale e innovativa, dove coreografia, scenografia e musica disegnano uno spazio fantastico, fatto di luci e suoni, di immagini ed emozioni. La natura stessa della Ginnastica Ritmica ha in sé l’esaltazione del movimento unito all’utilizzo di attrezzi specifici: i cerchi, le funi, i nastri, la palla e le clavette. L’utilizzo di questi attrezzi sarà il punto di partenza per un’inedita interazione tra la disciplina sportiva, la danza e la scenografia, finalmente intese come un’unica grande forma espressiva, punto d’incontro tra sport e arte. Il cast artistico e tecnico sarà garanzia di un livello qualitativo eccezionale. Lo spettacolo, infatti, si avvale della consulenza di professionisti di fama internazionale, tra cui spiccano Emanuela Maccarani, CTN artefice dei grandi successi olimpionici della Nazionale Italiana di Ginnastica Ritmica, e Gianni Melis, storico direttore tecnico dei Momix, a capo di uno staff tecnico ormai famoso per la sua abilità a impiegare tecniche sceniche in modi sempre nuovi e sorprendenti.
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Compagnia: Agr associati

La sirena

15 Marzo 2011
21:15
Luca Zingaretti legge "La sirena" dal racconto "Lighea" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel tardo autunno del 1938 due uomini si incontrano in una Torino a entrambi estranea. Paolo Corbèra è nato a Palermo, giovane laureato in Giurisprudenza, lavora come redattore de «La Stampa». Rosario La Ciura è nato ad Aci Castello, ha settantacinque anni, ed oltre ad essere senatore, è il più illustre ellenista del tempo, autore di una stimata opera di alta erudizione e di viva poesia. Il primo risiede in un modesto alloggio di via Peyron e, deluso da avventure amorose di poco valore, si trova «in piena crisi di misantropia». Il secondo vive in «un vecchio palazzo malandato» di via Bertola ed è «infagottato in un cappotto vecchio con colletto di un astrakan spelacchiato», legge senza tregua riviste straniere, fuma sigari toscani e sputa spesso. I due sconosciuti si incontrano in un caffé di via Po («una specie di Ade» o «un adattissimo Limbo») e, a poco a poco, entrano in una garbata e cordiale confidenza. Tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, i due trascorrono il tempo conversando di letteratura, di antichità, di vecchie e nuove abitudini di vita.
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L'uomo, la bestia e la virtù

29 Marzo 2011
21:15
In un mondo dove l’uomo e la virtù ne escono sconfitti, è legittimo domandarsi: chi è la bestia? Il trasparente professor Paolino (l’Uomo), un insegnante onesto e rispettabile mette incinta la virtuosa Signora Perella durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio (la Bestia). Pur di salvare l’onore agli occhi della società, fa preparare dal farmacista una torta afrodisiaca affinché il Capitano Perella, infedele e insensibile al fascino della moglie, compia il proprio dovere coniugale. In questo modo il nascituro avrà un padre legittimo, la virtù della Signora Perella e la rispettabilità del professor Paolino continueranno ad essere inattaccabili. Ma la questione finale rimarrà: chi è più bestia? L’anima grottesca e caricaturale del testo viene messa a punto nella scena del II atto, quando il signor Paolino trucca all’eccesso la Signora Perella pur di far capitolare l’indifferente marito, la Bestia. Il risultato si rivela tragicamente ridicolo, la Virtù in persona si manifesta per quello che è, “una squallida marionetta che si lascia passivamente violare”. (G. Massaccesi)
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di Luigi Pirandello
con Ettore Colombo, Silvia Degrandi, Stefano Moretti
Regia: Antonio Mingarelli
Compagnia: Vocitinte