Stagione 11-12
Civitanova Alta - Teatro Annibal Caro
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Angiolo quel diavolo di Caravaggio

16 Ottobre 2011
17:30
Liberamente ispirato alle vicende umane ed artistiche del Caravaggio. Dal Prà crea un mondo in bilico fra realismo e sogno, ma impregnato di realtà che fa da sfondo all'avventura terrena del pittore che fu definito il Genio della Luce.
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di Piero Dal Prà
Regia: Piero Dal Prà
Compagnia: Prototeatro di Montagnana

Cyrano de Bergerac

23 Ottobre 2011
17:30
Il Cyrano di Rostand, sospeso tra storia e leggenda, è un' invenzione letteraria e soprattutto teatrale meravigliosa, la cui forza sta proprio nella capacità di resistere al tempo.
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di Edmond Rostand
Regia: Claudio Pesaresi
Compagnia: Al Castello di Foligno (PG)

L'uomo la bestia e la virtù

30 Ottobre 2011
17:30
Il professor Paolino (l’Uomo), dopo aver messo incinta la Signora Perella (la Virtù) durante una delle frequenti assenze del marito ammiraglio (la Bestia), fa preparare una torta afrodisiaca affinché quest’ultimo compia il proprio dovere coniugale, salvando così la faccia. In un mondo dove l’uomo e la virtù ne escono sconfitti, è legittimo domandarsi: chi è la bestia? Trasposizione negli anni 50 di un classico della commedia brillante pirandelliana. Divertente, ironica, capace di far pensare.
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di Luigi Pirandello
Regia: Antonio Sterpi
Compagnia: Piccola Ribalta di Civitanova M.

Gl'innamorati

30 Novembre 2011
21:15
Gl'innamorati. La commedia racconta l'insofferenza di due giovani attori "innamorati". Nel sistema teatrale del tempo era quello un ruolo impegnativo e vincolante. Gli attori che lo interpretavano erano obbligati a recitare su toni alti, enfatici, letterari. Il pubblico voleva da loro posture monumentali, convenzionali, di maniera. Goldoni approfitta della presenza nella compagnia del teatro San Luca di una giovane diva, Caterina Bresciani, particolarmente bizzosa e indisciplinata, per mettere in discussione quel sistema. La storia di un matrimonio continuamente rimandato diventa la trama utile a evidenziare un simile talento, che cerca di imporre il suo protagonismo femminile improvvisando scenate ad effetto. E i modi di queste scene corrispondono perfettamente allo stile insubordinato di Caterina Bresciani. Anche lo zio Fabrizio deve recitare per nascondere la sua povertà agli altri e a se stesso. Si convince di essere un grande cuoco e un grande collezionista di quadri. Tutti quelli che avvicina gli appaiono grandi, straordinari, irripetibili, unici. Per questa parte Goldoni non sceglie - come dettava la regola professionale - un attore specializzato nel ruolo di vecchio: non fa di Fabrizio un Pantalone spiantato, come forse il pubblico si sarebbe aspettato. Promuove in quella parte un Brighella, un primo zanni, particolarmente adatto alle tirate e nei monologhi culinari. In questo modo sfrutta in chiave psicologica le qualità mimetiche di quel ruolo, confermando l'atto di nascita del moderno "caratterista", un attore che doveva essere capace di usare le doti di improvvisazione e trasformismo della Commedia dell'Arte per fabbricare i nuovi ritratti realistici cavati dalla società del tempo.
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di Carlo Goldoni
con Isa Barzizza, Selvaggia Quattrini, Stefano Artissunch
Regia: Stefano Artissunch
Compagnia: Synergie Teatrali